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nasce nel firmamento
un nuovo portale
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- dedicato alla comunicazione in ogni sua forma. Inviateci
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Sarà una "piazza", una sala, un salotto in
cui quelle voci ridotte al silenzio per motivi a volte molto
meno nobili di quelli politici, semplicemente di mercato,
potranno riaffiorare, farsi sentire attraverso interviste
o chi sa, in un futuro, attraverso momenti di incontro, mostre,
concerti, rappresentazioni... E chi vorrà ascoltare,
vedere, udire qualcosa di non così noto potrà
farlo...CONTINUA
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il
salotto
di...parlando
Arte
Letteratura Cinema Musica Teatro Mostre Televisione

Nei
suggestivi spazi di “appartamenti” del centro
storico di Torino splendide esposizioni dedicate all’Arte
fra Otto e Novecento.
di
Francesco DE CARIA
Un
tempo abitazioni abitate da generazioni di famiglie o da
proprietari che vi si sono succeduti, ora quasi un tempio
dell’Arte figurativa fra Otto e Novecento, una storia
che conta nomi un tempo immensi per usare un’espressione
montaliana, o quanto meno grandi, ammirati, contesi per
piccole sculture da salotto o per monumenti funebri –
che avrebbero dovuto eternare il committente in una società
fortemente materialista – o per monumenti che ancor
oggi adornano le nostre piazze….Alloati
(figlio),Cellini, Ceragioli, Mazzonis, Taverna e Terracini,
Sandro Vacchetti, sono solo alcuni dei nomi degli autori
delle sculture che il pubblico e soprattutto gli intenditori
hanno potuto dopo decenni – o per la prima volta –
ammirare in locali per i quali sono state ideate, la sala,
il salotto, il corridoio, l’atrio dell’appartamento
borghese a cavallo fra Otto e Novecento, laddove
la famiglia della bassa aristocrazia o dell’alta finanza
o industria abitava, tra i fasti della ricchezza accumulata
nei capannoni della periferia, o nelle banche e in Borsa,
o nei magazzini merci che alla periferia della città
sorgevano.
Era una borghesia, tuttavia, colta, che la domenica al caffè
parlava di Arte, che frequentava il Teatro e la sala da
musica, che aveva frequentato i migliori collegi: insomma
che alla grande ricchezza non aveva sacrificato la nobiltà
dell’uomo colto. Insomma che non si era ridotta al
solo discorso economico finanziario, all’ostentazione
della ricchezza. Quell’Aristocrazia imprenditoriale
o quella Borghesia aristocratica, insomma, che usava delle
propria ricchezza anche per crescere umanamente. E non solo
nell’arte: si pensi alla dovizie di asili, ospedali,
ricoveri che l’aristocrazia imprenditoriale o la Borghesia
più ricca ha fondato in Torino.
Il crepuscolo delle dee si
intitola la mostra che si tiene presso Weber & Weber
in via San Tommaso: chiaro è il riferimento all’opera
Wagneriana, che tuttavia si carica di nuovi significati.
La donna da sempre immagine dell’Idea nell’arte
e nella poesia è nelle piccole sculture da salotto
presentate in questa mostra corredata da un bellissimo catalogo,
prezioso fra l’altro perché riporta notizie
inedite, è qui la modella di cui si scopre il lato
profondamente umano, nonostante il riferimento accademico
e classico, è l’immagine che alla superficie
levigata ha sostituito la ruvidezza della terracotta, o
del bronzo non lucidato, come se emergesse da qualche ipogeo
– questa era l’espressione d’annunziana,
autore allora di gran moda, ma ormai superato - è
la figura femminile bronzea che mantiene le incrostazioni
del refrattario in cui è stata colata, o addirittura
mantiene traccia dei canali adduttori del bronzo…
L’immagine disvela la tecnica e la materia da cui
nasce, non solo l’Idea che si è formata nel
cranio dell’Artista, come un’opinione distorta
dell’arte tende a far credere. Certo non c’erano
le figure ottenute con la fiamma ossidrica o con l’acido
sulla lastra di ferro, come ne eseguiva Cerchi o ne eseguono
altri Maestri anche dell’Accademia; ma è, in
quella mostra che è aperta sino a tutto giugno, già
il valore della materia che lotta con l’Idea, in un
disseppellimento della Forma dalla Materia o in un ritorno
alla materia dell’Idea pura che il cervello umano
sa concepire, nel mondo occidentale, almeno da tremila anni…
Una mostra da visitare, un volume – fra l’altro
economico – da consultare quelli presentati da Weber
&Weber, una galleria che nasce da un giovane liceale,
poi – naturalmente – dottore in Lettere, che
ha voluto puntare sulla cultura. Ed oggi il giovane Armando
Audoli compare sui giornali e sui volumi d’Europa
e d’America, perché ha voluto puntare su ciò
che amava più delle occasioni fortemente ammalianti
che una famiglia di industriali gli offriva. Ma già,
nel suo sangue scorre il sangue di artisti, di Carpanetto,
Borelli, Maria Teresa Audoli, nomi un tempo assai illustri
nel panorama non solo torinese.
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