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Parlando.it? Sarà una "piazza", una sala, un salotto in cui quelle voci ridotte al silenzio per motivi a volte molto meno nobili di quelli politici, semplicemente di mercato, potranno riaffiorare, farsi sentire attraverso interviste o chi sa, in un futuro, attraverso momenti di incontro, mostre, concerti, rappresentazioni... E chi vorrà ascoltare, vedere, udire qualcosa di non così noto potrà farlo...CONTINUA

 
       
                       
 
 

il salotto di...parlando

Arte Letteratura Cinema Musica Teatro Mostre Televisione

Rivista on line diretta dal Prof. Francesco DE CARIA
Aut. del Tribunale di Torino

 

 

 

L'ottagono nel progetto incompiuto del Centro La Salle della collina torinese.
di Francesco De Caria su testimonianze e materiali forniti da fratel Gabriele Pomatto, archivista dell'Ordine.

 

 

 

 

A chi guarda verso la collina di Torino da Piazza Vittorio o dalla Gran Madre, appare fra le ville e il verde un austero edificio particolare per la forma, per la mole, per l'incompiutezza che lo rende enigmatico. Si è favoleggiato alquanto su tale costruzione che ha un particolare fascino: in certi percorsi guidati...CONTINUA

 

 

 

 

Parlando di…“Inquieta memoria”. Guido Bertello a Settimo Torinese.

Scheda mostra:
Luogo: Settimo Torinese, “La Giardiniera” casa dell'Arte e dell'Architettura,via Italia 90bis
Titolo: Guido Bertello, l'inquieta memoria.
Ente promotore: Città di Settimo
Curatori: Alba Ferrero Bertello, Donatella Taverna, Francesco De Caria
Inaugurazione: Sabato 14 maggio 2011, ore 18
Durata: sino al 10 giugno
Orari di apertura: Venerdì e sabato ore16-19; domenica 10-12; 16-19


di Francesco De Caria

 

 

Il paesaggio di riferimento di tanta parte della pittura a noi contemporanea può essere collocato fra le pagine della letteratura e fra le memorie personali, gli affioramenti che talora a lampi, per dirla col Pascoli, si accampano nella nebbia di sempre, citando Montale, due degli autori che con alcuni altri, - Pirandello, Proust, Mann, Camus...- costituiscono l’ossatura della cultura più significativa del Novecento e del primo decennio del nostro secolo. Ad essi ed in particolare all'autore della Recherche ha fatto riferimento Guido Bertello nelle sue opere più intense. Il rapporto fra Bertello e la letteratura è stato particolarmente intenso e poté essere in qualche modo rafforzato dall'attività, svolta soprattutto negli anni Cinquanta e Sessanta, di illustratore fra i più ricercati per case editrici di cui Torino può a buon diritto trar vanto.
All'artista torinese (1929-1993) è dedicata l'antologica ricca e significativa appena inaugurata presso i locali della Città di Settimo, che l’ha promossa, curata da Donatella Taverna e da chi qui scrive: ci si è avvalsi largamente delle testimonianze, dei materiali documentali, delle memorie della vedova dell’artista, signora Alba Ferrero Bertello. La mostra – in atto sino al 5 giugno alla Casa dell' Arte e dell’Architettura - ripercorre tutte le fasi della produzione artistica del pittore e rende significativamente conto di una attività che ha attraversato decenni di
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Parlando di… Nisa Partica e del Centro Scavi di Torino al “San Giuseppe” di Torino.

di Francesco De Caria

 

 

Fra i tesori che Torino racchiude, alcuni dei quali purtroppo – crediamo – solo gli specialisti conoscono, si deve annoverare il Centro Ricerche e Scavi di Torino per il Medio Oriente e l’Asia, un vanto a livello internazionale, collegato alla Facoltà di Archeologia.
Proseguendo nel suo programma di mostre e incontri, l’Istituto “San Giuseppe” dei Fratelli delle Scuole Cristiane di via S.Francesco da Paola 23 in Torino, mette alcune delle splendide sale dell’edificio di via Giolitti a disposizione di una mostra che illustra Gli splendori di Nisa Partica, in particolare l'attività di scavo italiana in Turkmenistan, svolta della missione del Centro Scavi. Si tratta di materiali documentali e di alcuni reperti riferiti alle campagne archeologiche del periodo 1990-2011, che riguardano il territorio a Sud Est del Mar Caspio, quanto mai interessante come cerniera fra Occidente e Oriente, fra mondo pagano, cristiano, islamico, sulla via per l'Oriente, la via delle spezie...
La mostra – curata da Carlo Lippolis e Niccolò Manassero, nuovamente in partenza per il Turkmenistan - è un inedito per Torino, che pure è la città del Centro Scavi e città di antiche tradizioni archeologiche proprio per l'Oriente: basti citare studiosi fra Settecento e Ottocento fra le quali Tommaso Valperga di Caluso è la personalità più nota. Roma e Rieti hanno già ospitato edizioni della mostra, ognuna delle quali, per impaginazione e per “taglio” è comunque un originale. Sottolinea l’importanza dell’avvenimento la lunga serie degli enti promotori: oltre al Collegio San Giuseppe, il citato Centro Ricerche e Scavi, il Dipartimento di Scienze Antropologiche, Archeologiche e Storico territoriali dell’Università di Torino, le Biblioteche Civiche, la Città di Torino, l’Istituto per le Arti Applicate, il Museo Franchetti , l’Associazone “Immagine per il Piemonte”, le Raccolte De Caria Taverna di Torino...CONTINUA

 

 

 

Il Cammino di segni incisi di Lia Laterza al Senso del segno.

di Francesco De Caria

 

 

La mostra che Lia Laterza oggi ci offre rappresenta la celebrazione di un arco di tempo significativo lungo il quale si dispiega la sua attività incisoria… in un tempo di transizione tra Novecento e il nuovo, ancora in parte incomprensibile e sconosciuto… Così esordisce la presentazione curata da Donatella Taverna, che con chi stila le presenti considerazioni conosce l’artista dagli inizi degli anni Ottanta ed ha assistito e partecipato con l'artista e la curatrice a dibattiti e considerazioni sul mondo e sui modi dell’arte in cui esperienze dirette, sperimentazioni, ricerche, indagini sulla committenza e sul pubblico si mescolavano ad incontri amicali ed avevano come supporto imprescindibile non solo l’amicizia, ma la reciproca stima. Si trattava in particolare di un gruppo che amava profondamente la sperimentazione, pur nell’ambito di una solida formazione “classica” d’Accademia. Non c’era posto per “avventure” non solidamente fondate, per improvvisazioni, per l’estemporaneità: piuttosto c’era largo posto per il confronto con gli altri artisti, con il mondo della critica e col mercato dell’arte inteso come termometro di tendenze di cui occorre pure tener conto - pur senza farne un assoluto cui sacrificare la propria originalità - in un momento in cui anche i galleristi erano mossi dal desiderio di far cultura, di sperimentare nuove vie...CONTINUA

 

 

 

Corsi e ricorsi della storia e della politica…
I cattivi esempi dell’antichità: quando la Grecia classica non è un modello da seguire.

di Francesco De Caria

 

 

E’ sufficiente comparare pagine della storia e dell’economia recente e recentissima con quanto studiato sui banchi di scuola – dai brani di Tucidide e di Platone quando narra della morte di Socrate, all’opera di Livio, di Orazio, agli annali di Tacito… - per notare quanto di vero vi sia nella teoria dei corsi e ricorsi. A volte sono analogie apparenti, altre sostanziali. Tuttavia vi sono brani che fanno riflettere…
La civiltà classica greca e romana ha dato l’impronta alla civiltà occidentale, è innegabile: dalla filosofia, alla matematica e alla geometria, alla scienza e alla tecnologia, al diritto, all’ingegneria e all’architettura, tutto lo sta a dimostrare. Ma non tutto in quell’epoca merita l'epiteto di aurea aetas, anzi. Vi furono periodi di forte decadenza morale, che solitamente coincisero con i prodromi, le avvisaglie, della crisi e della decadenza.
La civiltà greca e romana, classica insomma, è stata dipinta come una sorta di paradiso terrestre da Dante in poi, in particolare dal Petrarca, dal Rinascimento e così via: ma è un’idealizzazione che nasconde contraddizioni, violenze, brogli, efferatezze…
Nel saggio del 1990 Lo specchio greco. Alle fonti del pensare europeo, Grytzko Mascioni “nato nel 1936 sulla frontiera tra Valtellina e Grigioni” e “diviso tra libri, televisione, teatro, arti visive” riporta osservazioni intriganti, che citiamo in una brevissima e lacunosissima antologia, tuttavia sufficiente – riteniamo – a ripensare l’immagine idealizzata del mondo classico, ma soprattutto a scoprire analogie con quanto si sta vivendo oggi non solo nel Bel Paese...CONTINUA

 

 

 

 

 

Elisabetta Viarengo Miniotti alla Cooperativa di Consumo e di Mutua Assistenza di Borgo Po sino al 25 aprile.

di Francesco De Caria

 

 

Dipingo quel che conosco, dipingo per conoscere è il “motto” che l’artista torinese ha apposto alla copertina di un catalogo redatto per una mostra dell’aprile 2004 a Susa, nei locali del castello della Contessa Adelaide. Illustre l’artista, illustre il critico autore del catalogo riproposto in questa occasione, Pino Mantovani artista egli stesso e docente all’Albertina, illustre infine il maestro cui l’artista fa riferimento. Fondamentale infatti l’incontro con Giacomo Soffiantino che pure avviene quando la carriera artistica di Elisabetta Viarengo è già avviata da tempo e anche se l’artista ha già effettuato importanti esperienze formative, fra le quali non si può tacere il corso di tecniche incisorie tenuto a Venezia da Riccardo Licata. L’apporto fondamentale di Soffiantino è stato quello di indicare...CONTINUA

 

 

 

 

 

Parlando di… Albino Galvano alla Galleria Accademia
(1-21 aprile 2011).

di Francesco De Caria

 

 

E’ stato – ed è, poiché la sua opera gli sopravvive come ad ogni artista – una figura di riferimento nel panorama culturale torinese, ma non solo, Albino Galvano, nato a Torino nel 1907 e ivi spentosi nel 1990. Gli dedica sino al 21 aprile 2011 una bell’antologica la galleria “Accademia” di Torino.
Il teatro nel quale Galvano si muove è Torino, protagonista (…) dell’ultima parte del XIX secolo e con forti influenze sul secolo successivo (…). Nella Torino dei salotti (...) si tracciavano puntualizzazioni e strategie sulla politica, sulla cultura, sull’Arte in particolare (…). Il salotto più importante e influente era lo studio di Felice Casorati, che (…) aveva legato a sé personalità influenti della politica, della finanza, dell’(…) imprenditoria. Far tappa nel suo studio era (…) passaggio obbligato per chi volesse lasciar traccia nella città , si afferma con efficace sintesi nella prima delle cinque sezioni del catalogo dedicate ad altrettanti periodi dell’arte del Maestro. Galvano – nato a Torino nel 1907 - approda ventenne allo studio del Casorati. L'impronta che Casorati lascia sull’opera...CONTINUA

 

 

 

Il mistero delle sorelle Falchero, romanzo di Marco Parenti, ovvero i “loisirs” di un architetto.

di Francesco De Caria

 

 

Non rari sono i casi di professionisti che si ritagliano un cantuccio da dedicare ai propri interessi, ai loisirs più vari, dalla ricerca storica alla produzione poetica e artistica, al collezionismo di alto profilo… Ci siamo più volte soffermati su Marco Parenti, torinese, architetto professionista e insegnante alla facoltà di Architettura, appassionato di ricerca storica tra le filze, i brogliacci, i mazzi dei documenti d’archivio, nonché cultore di produzione casearia, nella prospettiva storica del recupero documentale e testimoniale di antiche realtà… E scherza sottilmente, alludendo a titoli di seriosi trattati rinascimentali, quando, ad esempio, titola uno scritto De arte resecandi casei, dell’arte di tagliare il formaggio, corredata da schemi e disegni tecnici. Ci scherza, ma intanto fa ricerca storica, amabilmente espressa in uno stile leggibilissimo e in disegni dall’aspetto di progetti architettonici. Insomma nessuna fatica letteraria di Marco Parenti è puro divertissement fine a se stesso: racchiude curiosità e inquietudini.
L'ultima opera dell’architetto torinese, Il mistero delle sorelle Falchero, esordisce con due citazioni che insistono sulla consistenza delle cose data non da fatti oggettivi, ma da un accordo comune: Oscar Wilde afferma che non si può in alcun modo esser certi che un fatto sia effettivamente accaduto con determinate modalità, piuttosto la sua esistenza è data dalla concordanza di più testimonianze e dalla tacita convenzione che “le cose stanno così”, mentre la citazione da Steven Smith è una riconsiderazione della storia come insieme di leggende, supposizioni, qualche verità.
Nell’anno della – per verità contrastata – celebrazione dell’unità nazionale, si parla di Domenica e le figlie che vissero il Risorgimento accettandolo silenziosamente, senza entusiasmo, neppure rinnegandolo. Avevano altro cui pensare, segreti che non svelarono mai...CONTINUA

 

 

 

 

Arlecchino all'Istituto San Giuseppe di Torino: una mostra e una conferenza.

di Francesco De Caria

 

Un progetto culturale rivolto ad un pubblico quanto mai vario, dall'asilo al diploma di media superiore, e poi all'età adulta sta alla base della formazione proposta dall'Istituto dei Fratelli delle Scuole Cristiane di via S. Francesco da Paola 23 in Torino. Nel 2010, prendendo spunto dal museo “Franchetti”del colibrì, che l'Istituto conserva e cura, una delle maggiori realtà museali dedicate all'ornitologia, si è allestita la fortunata mostra a tema Il volo.

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A urban painter: Sabrina Rocca
Sabrina Rocca, Urban details, dal 20 gennaio all’11 febbraio 2011. “La giardiniera”, via Italia 90bis, Settimo Torinese. Orari d’apertura: mercoledì e sabato 15.30-19.00; domenica 10.30-12.30.

di Francesco De Caria

 

 

In altre epoche - per tanti versi vicine alla nostra - di decadenza della classicità, nell’alessandrinismo e nella tarda romanità, nel Barocco, nel tardo Settecento, fra Otto e Novecento, l'Arte in tutte le sue forme propose una nuova considerazione della realtà, in un descrittivismo minuto che esaspera i particolari degli oggetti sino a far perdere la visione d'insieme...CONTINUA

 

 

 

 

 

 

 

Parlando di …
Sergio Albano

di Francesco De Caria

 

 

Il silenzio dello studio, delle alte vette percorse dal vento, del teatro quando si apre lo scenario, rievoca il clima rarefatto e magico della stagione di Sergio Albano, di quel suo lento procedere per ricreare la realtà attraverso la prospettiva del sogno… Così esordisce Angelo Mistrangelo, curatore della bella mostra appena inaugurata nei locali di Piemonte Artistico e Culturale, che attraverso una serie di dipinti e disegni realizzati fra il 1960 e il 2008 documentano il percorso dell’artista dagli anni Sessanta al 2008; un percorso particolare che da visioni barocche, juvarriane, giunge ad una rigorosa visione geometrica che evoca un’aura di aspettativa e di mistero, con inaspettate presenze che si rivelano poco a poco all’osservatore attento. Chi guarda superficialmente, non coglie queste inquietanti presenze, che - pure – costituiscono parte essenziale del discorso dell’ultimo Albano, teso a svelare i risvolti inquietanti della comune esistenza. Tornano alla mente certi film di grandi registi nei quali presenze fantasmatiche dall’aspetto tutt’affatto naturale si inseriscono in ambienti all’apparenza tranquilli nella loro quotidianità. Tornano alla mente i versi di Montale Ah, l’uomo che se ne va sicuro / e l’ombra sua non conta… Una realtà che la critica ci ha abituati a definire “borghese”, “perbenista”.
Negli anni Sessanta Sergio Albano, nato a Torino nel 1939 e formatosi al Liceo Artistico e quindi all’Accademia Albertina, pare ispirarsi piuttosto al “ruinismo” settecentesco: della Chiesa di Santa Maria al Monte, i Cappuccini, il tratto stesso evoca la sensazione di pareti corrose dal tempo, di tetti invasi da arbusti parassiti. Il tratto non è netto, la luce non è piena ; alla fine del decennio il tema delle rovine che interessa l’arte dal Settecento all’Ottocento è esplicito in Rocce, ambiguo persino nel titolo, dal momento che si tratta di un cadente muraglione...CONTINUA

 

 

 

 

Parlando di …
Nick Edel

di Francesco De Caria

 

 

Verrebbe da dire, osservando le opere di Nick Edel, che le sue “visioni” costituiscano momenti di una nuova “creazione” del mondo, tanto più in relazione alla realtà urbana tutta artificiale: anche il luogo dell’esposizione – appuntamento annuale nell’approssimarsi delle feste natalizie e di fine d’anno – nel pieno centro di Torino, dove l’antica via Barbaroux sfocia in piazza Castello, pare ad una prima considerazione la manifestazione piena e significativa dell’ambiente artificiale che l’uomo si è costruito non solo architettonicamente, ma nel creare la propria storia. In questo ambiente urbano trafficato e carico di secoli si apre uno squarcio di natura non toccata dall’Uomo. Cervi, daini, galli cedroni, lepri, lupi, uccelli notturni sono colti in vari attimi della loro vita selvatica, cuccioli attorno alla trepida madre –si tratti di lupi, di cervi, di nidiate, la maternità e la vitalità incosciente e curiosa dei cuccioli è sempre la stessa - giovani maschi in lotta per il dominio delle femmine e sul branco, animali adulti e solitari alla ricerca solitaria di cibo fra distese e boschi gelati, animali ormai anziani e ancor pieni di vigore accompagnato all’istinto affinato dalle lotte per il predominio sull’harem… Se c’è un aspetto che non si coglie nelle opere di Nick Edel è il senso di morte, pure tanto diffuso nella nostra cultura pervasa da apparente e superficiale vitalismo. La maggior parte delle opere esposte nello studio di via Barbaroux 2 emergono luminose dal bianco del foglio, intrise di luce, come è proprio della tecnica dell’acquerello: la luce traspare anche nelle visioni notturne. Si tratta insomma di una considerazione della natura serena, rappacificata, ad un livello superiore di...CONTINUA

 

 

 

 

Parlando di …
Ottavio Mazzonis, indiscusso maestro dell'Arte italiana, scomparso il 10 ottobre 2010.

di Francesco De Caria

 

 

Ottatottenne, ma ancora pieno di verve, capace di trasalimenti di fronte alla Bellezza, ancora romanticamente intesa come Ideale e valore assoluto, Bene assoluto, secondo il principio classico per cui Bello e Buono (kalòs kai agathòs) coincidono; capace di entusiasmi, come per la grandiosa e estenuante opera dei dipinti per la cattedrale di Noto, cui stava lavorando, sottoponendosi a faticosi trasferimenti e alla fatica di eseguire dipinti di grandissime dimensioni che lo costringevano a scendere e salire per scale e trabattelli; capace di terribili momenti di ira di fronte a quelle che egli riteneva aberrazioni dell'arte contemporanea, comprese quelle che la Storia e la critica hanno consacrato come capolavori del XXsec.; sempre elegantissimo, ricercato nell'abbigliamento sino all'ultimo, quando si rammaricava del “tempo perso” nelle cure e nelle visite mediche cui doveva sottoporsi, nonché nell'espressione sovente di un raffinato piemontese: così lo ricordiamo, anche per profondo rispetto alla sua personalità, sdegnati per chi ha osato sollevare – in nome di banalissima e morbosa curiosità - il velo che per sua volontà gli copriva il volto là, sul cataletto della camera mortuaria del Mauriziano. Così, nel suo luminoso...CONTINUA

 

 

 

 

Emilio Salgari o l’avventura “a tavolino”.

di Francesco De Caria

 

 

 

Variamente elaborate, le avventure degli eroi salgariani portano lontano, in paesaggi esotici, a contatto con le forze della natura - che l’eroe riesce comunque a dominare – o con civiltà “altre”, esotiche, al di fuori degli orizzonti comuni, tanto più all’epoca in cui esse vennero stilate, quando le notizie dal settore orientale o sudorientale del Mondo – in una concezione ancora eurocentrica - giungevano in Occidente tramite giornali o resoconti di viaggio. E’ chiaro che il pubblico di riferimento era un pubblico medio-alto, una borghesia benestante, quella stessa fascia cui apparteneva il protagonista di “Cuore”: comunque un pubblico che – oltre ad avere disponibilità finanziarie per acquistare i giornali su cui a puntate uscivano romanzi e racconti - era alfabetizzato ed aveva tempo libero per dedicarsi alla lettura. Quanto meno un pubblico impiegatizio di buon livello, che qualche disponibilità di tempo e di denaro aveva per mantenere i figli a scuola, per permettersi di acquistare riviste e giornali, per aver a noia il tran tran quotidiano e cercare evasione in una dimensione esotica del tutto fantastica e cartacea, nella quale – fra l’altro – avvengono crudeltà e tradimenti, episodi di assoluta fedeltà e lealtà ed episodi di tradimento e di feroci vendette: alla fortuna di pubblico che in qualche modo ancora continua – il cinema, l’editoria, i cartoons continuano a elaborare avventure di personaggi salgariani – non corrisponde una altrettanta fortuna critica . Emilio Salgariha fatto la fortuna di molti...CONTINUA

 

 

 

Un’antologica al “Senso del segno” sotto il segno di Proust: disegni e tirature di Guido Bertello.

di Francesco De Caria

 

 

 

Un’altra epoca, sia pur recente, fatta di dialogo e di profondi contenuti supportati da vasta cultura, si respira nelle esposizioni come quella appena inaugurata a Torino nei locali del “Senso del segno” in via Duchessa Jolanda 34, dedicata a Guido Bertello, grande personalità del panorama artistico della città, scomparso nel 1993 prematuramente, essendo nato nel capoluogo piemontese nel 1929.
Un artista è personalità complessa e completa: dagli anni Cinquanta Bertello non disdegna di collaborare con grandi case editrici di cui allora Torino era ricca, come illustratore, attività “artigianale” si dirà, ma complessa, che costringe ad approfondire la storia del costume, i grandi avvenimenti storici, la storia del paesaggio urbano e rurale, e che costringe ad una sintesi potente che fa di un’illustrazione il compendio di un intero capitolo, di una copertina la sintesi di un’intera opera; così come non disdegna di insegnare l’acquerello in corsi aperti ad adulti, nei quali l’artista...CONTINUA

 

 

 

 

 

 

“Spazi e voli” al San Giuseppe di Torino.
Il tema del volo declinato nelle varie accezioni e utilizzazione intelligente di preziose risorse: una mostra notevole, indagine sulla cultura torinese odierna, negli affascinanti locali dell'istituto Torinese.

di Francesco De Caria

 

Fotografia di Piero Franchetti nel suo Museo

 

Se si ha la ventura di praticare il mondo della cultura e in particolare dell’arte figurativa nel suo farsi, affiora a fianco a problemi profondi di carattere estetico, filosofico, a questioni di Weltanschauung collettiva catalizzata dall'opera d'arte, la presenza determinante di problemi di forte concretezza, che ai non addetti possono apparire in contrasto con il concetto idealizzato dell’Arte come dimensione ultraesistenziale: anche l’artista nello svolgimento della propria attività deve fare i conti con aspetti pratici che sovente ostacolano, ritardano, annullano in qualche caso la possibilità di dialogo col pubblico. Fra queste la drammatica scarsità di spazi espositivi di alto livello che...CONTINUA

 

 

 

Fra marsine e merletti. Viaggio diplomatico a Plombières. Ovvero gli “altri” strumenti della politica.
di Francesco De Caria


Un importante convegno nazionale tenuto nel 2008 ed ora un volume dalle firme prestigiose del mondo dell’Università e del Giornalismo che raccoglie i testi delle relazioni, sono il contributo che l’Associazione “Immagine per il Piemonte” ha dedicato al centenario dell’Unità.
Il titolo del volume di 168 pagine, curato da Vittorio G.Cardinali e dall’Associazione Immagine per il Piemonte è accattivante ed efficace:
Fra marsine e merletti… cioè fra politica – la marsina è l’abito ufficiale dei diplomatici – e salotti in cui si intessevano relazioni amorose interessate, tese a carpire segreti o a convincere e corrompere antagonisti politici.
Cosa avvenne realmente tra il 20 e il 21 luglio 1858 nella cittadina termale di Plombières?
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Immagini del lavoro….
di Francesco De Caria


Oggi, primo maggio, festa del lavoro o dei lavoratori. Ai tempi nostri, quanto mille precauzioni e raffinatezze tecnologiche sono state messe a punto per salvaguardare la vita e la salute dei lavoratori, ci sono ancora vittime e tante. Sono di questi giorni notizie dolorose e allarmanti. Vittime del lavoro: sono solo i caduti? Sono solo gli invalidi? Crediamo che il concetto vada esteso. Vi sono mali sottili ed oggi ancora sconosciuti, perché legati a nuove tecnologie, a nuovi materiali, a nuovi metodi di lavorazione che insidiano la salute fisica e mentale del lavoratore; certamente certi impieghi umili o di prestigio che siano tendono ad assorbire tutta la giornata, anche se sulla carta vi sono solo sette o otto ore; o tendono ad assorbire psicologicamente l’addetto; o contribuiscono a scardinare i legami famigliari. Nuovi e vecchi mali si assommano; d’altra parte il lavoro è anche da considerare nei suoi aspetti positivi non solo per la collettività, ma per l’individuo stesso in quanto gli consente di sentirsi cellula di un organismo esteso, di nutrire prospettive e coscienza di ricoprire un ruolo… nulla è più frustrante della coscienza di proprie risorse che restano inutilizzate. L’uomo è animale sociale: è stato detto che il solitario o è un bruto o è un santo asceta. Ma noi uomini comuni abbiamo necessità di sentirci “utili”. Dunque benvenga il lavoro in tutti i suoi aspetti, tutti di pari dignità, dall’attività intellettuale a quella dello sternighin, dello stradino.
Offriamo un bouquet di “ritratti” di lavoratori, tratti
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Due poesie di Gianni Monasterolo

di Francesco De Caria

 

Pubblichiamo queste due poesie del Maestro Gianni Monasterolo: sono due divertissements basati su giochi di parole, assonanze, rime, il cui unico contenuto è appunto il non sense. E’ un genere proprio delle epoche di profonda decadenza, di disorientamento, di cui sono paradigma l’Ellenismo – e in particolare l’Alessandrinismo – e la tarda latinità, quando ormai l’Impero è allo sfascio. Monasterolo quindi esprime così, con versi che paiono aver poco senso o esser puri giochi di parole e di suoni, il proprio malessere di fronte alla realtà e agli accadimenti dell’esistenza: e non è poco a fronte di una cultura della certezza del grosso buon senso che oggi si vuol gabellare come buona. Il riferimento immediato è la poesia di

 

 

Palazzeschi – chi non ricorda La fontana malata, i cui versi e le cui parole sono costituite per lo più da onomatopee pure (Cloffete, cloffete, clof…) e la cui situazione è di un’estrema banalità, un rubinetto che perde!

 

 

 

 

Quando tutto stava franando...CONTINUA

 

 

 

Nello Cambursano, esponente illustre di una generazione ‘estinta’ di artisti
di Francesco De Caria

 

Stefano - Nello - Cambursano nato a Chivasso il 19 luglio 1904 - era invece figlio d’arte, dal momento che il padre Bernardo, il suo primo maestro, era scultore ornatista specializzato nei fregi marmorei. Illustri gli insegnanti dell’Accademia Albertina dove si diplomò nel 1928: CONTINUA

 

 

 

 

 

 

 

Parlando di… Almerico Tomaselli, pittore.
di Francesco De Caria

 

Torino ha conosciuto fra gli anni Sessanta e gli anni Novanta una splendida stagione di sperimentalismo nell’Arte: anzi, per questo aspetto è considerata una delle patrie dell’Avanguardia e della ricerca artistica, come il

 

 

 

 

Museo di Rivoli

 

 

 

 

 

 

 

e fondazioni private, fra cui la Re Rebaudengo, bene documentano.
Vi sono i grossi nomi che la inevitabile semplificazione operata dagli storici dell’Arte pone come pietre miliari del cammino dell’Arte. Si tratta tuttavia di una semplificazione che appare in tutti i suoi limiti esaminando proprio quei passaggi intermedi che fanno presentire – ad esempio – l’arte astratta, il cui discorso formale parte da lontano:

CONTINUA

 

 

 

Librerie e mostre d’arte. Alla Dantesca di Torino Xavier de Maistre e D’Annunzio. Sino al 10 gennaio 2010

 

di Francesco De Caria

Abbiamo avviato il discorso su Xavier de Maistre, incisore, qualche tempo fa in questa rubrica, avendo incontrato l’artista nell’affascinante mondo del suo studio torinese nel quartiere che sa di antiche storie della città e dell’aristocrazia subalpina. Abbiamo ora occasione di tornare sulla sua “meditazione” artistica, tecnica e di contenuti, soffermandoci sulla suggestiva mostra alla “Dantesca” - prestigiosa libreria e casa editrice - presentata da

 

 

Gian Giorgio Massara e Angelo Mistrangelo

 

,

 

fra i nomi ben noti della storia e della critica d’arte piemontesi. La presentazione in anteprima del romanzo di

 

D'Annunzio...CONTINUA

 

 

 

 

 

La terra del fuoco.

Una mostra diffusa della ceramica ad Avigliana.

 

di Francesco De Caria

Sono sempre più diffuse le mostre collettive, articolate in più sedi che naturalmente hanno di per sé affinità con la materia dell’esposizione: si tende insomma ad emanciparsi dal tradizionale “luogo deputato”, la galleria d’arte, la pinacoteca pubblica o privata che sia, e a suddividere l’esposizione in sezioni monografiche ognuna delle quali è espotivo sta col materiale documentale relativo. Quest’anno nell'ambito della VIII edizione della manifestazione Avigliana, in Val di Susa, ha dedicato una personale a Philippe Artias ceramista, mentre varie sezioni divise in laboratori d'arte, librerie, biblioteca, chiese sconsacrate e acquisite all’uso di locali espositivi e per conferenze, ospitano opere di ceramisti illustri, accostate a opere di giovani artisti: il fattore comune è il tentativo di ottenere nuovi esiti espressivi “forzando” l’opera ceramica nelle varie fasi della lavorazione. Si era abituati in passato a pensare la ceramica come materiale per oggetti d’uso o per oggetti puramente decorativi; nella seconda metà del Novecento in particolare, quando si accentua l’atteggiamento sperimentalistico, essa diventa materiale principe di elaborazioni su due livelli, il ricorso a terre ottenute con nuovi impasti, il ricorso a temperature altissime che deformano o vetrificano la terra stessa o i colori, cui conferiscono inedite nuances e iridescenze. Insomma il fuoco e i materiali impiegati divengono come “coautori” dell’opera: certamente la perizia tecnica dell’artista deve essere molto accentuata, per evitare risultati negativi.

 

 

 

Protagonista dell’edizione di quest’anno è l’opera di

Philippe Artias (Fleurs 1912-Numana 2002),

 

 

scultore dalla salute malferma che si trasforma da handicap a continuo...CONTINUA

 

 

Isidoro Cottino - - - Xavier De Maistre

 

 

 

Cottino e De Maistre alla ”Arte città amica” di Torino

Via Rubiana, 15 10139 Torino (Piemonte) 011 7768845


Alcune opere esposte alla mostra

 

 

 

 

 

Francesco De Caria

Sempre più incisiva, ai fini di presentare le fasi più recenti e i capitoli più significativi della la produzione artistica attuale è la funzione di gallerie di recente costituzione che, pur non avendo un'antica storia, mostrano una vitalità e una sensibilità particolare nei confronti della nuova produzione artistica e senso di iniziativa nel divulgare sia le opere più recenti di artisti già largamente affermati e considerati “maestri” nel proprio settore sia di proporre nuovi nomi….
Citiamo in questa occasione l'Associazione Culturale “Arte città amica “ di via Rubiana 15 in Torino che accoglie sino al 25 ottobre due bellissime mostre, presentate da Donatella Taverna sul dépliant a corredo. I cataloghi dei due artisti, a disposizione del pubblico, pur non stampati per l'occasione, sono
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Grazia Frisina

 

 

 

 

"A PASSI INCERTI"

Firenze, Mauro Pagliai Editore, Firenze, settembre 2009

 

 

 

 

Francesco De Caria

Ci siamo già in altra occasione soffermati su opere letterarie che si riferiscono ad una condizione particolare che comunemente si definisce di disagio; i testi che abbiamo cercato di illustrare o almeno di sottoporre all'attenzione del lettore rappresentano il segno di una vittoria di chi è colpito dal male a livello fisico si intende, male cui il soggetto impedisce di ridurre l'esistenza con la sua meravigliosa gamma di possibilità ad una autocommiserazione ininterrotta, ad una dipendenza dall'altrui buona volontà, con il doppio deleterio risultato di privare se stessi dalle possibilità e dalle risorse di cui comunque si continua a disporre, e di “ridurre in schiavitù” chi assiste il malato, foss'anche personale a pagamento, dal momento che tutti hanno diritto ad una decente qualità di vita, anche quando svolgono lavori faticosi, pericolosi, spiacevoli.
Nel caso di A passi incerti dell'autrice siciliana d'origine, formatasi a Torino
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"il ritorno dei dannati"

Tradotto e commentato da Victoria Surliuga
Edizioni Lieto Colle, 2009

 

 

Francesco De Caria

E quanto ai poeti, sono i traviati che li seguono / non vedi come errano in ogni valle?/ e dicono cose che non fanno?/…/ Gli ingiusti vedranno ben presto il destino verso il quale si avviano.
Questo l’esordio solenne, costituito dalla sura XXVI del Corano, del volumetto, dalla veste preziosa propria della collezione di Lieto Colle, l’editrice comasca, che dà voce ad autori italiani e stranieri dei nostri giorni, le cui opere riflettono i drammi o comunque gli anelli che non tengono del mondo che ci siamo costruiti.
Di particolare attualità l’argomento de Il ritorno dei dannati, fresco di stampa: il teatro è quello della maggior parte dei conflitti più drammatici del secondo dopoguerra (per l’Occidente s’intende) quello per la fonte energetica tuttora più importante, il petrolio, che
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Il sogno di Costanza. La Cascina delle Alluvioni.
Opera della nota autrice di racconti storici Donatella Taverna e dell’altrettanto stimato artista Isidoro Cottino.

Francesco De Caria

E’ tornata di moda, anche se una moda raffinata, che ha ascendenze quantomeno settecentesche, ma probabilmente molto più antiche, la maquette, la pubblicazione a stampa in numero limitato, numerata, firmata e corredata da incisioni d’autore originali e non “fotocopiate” come in qualche pubblicazione truffaldina si può vedere. Naturalmente pochi sono gli studi e le case editrici che continuano questa antica tradizione, il pubblico di intenditori, raffinato, preparato, diciamolo pure con qualche soldo in più da spendere per oggetti preziosi che arricchiscono le collezioni private e pubbliche.
La Provincia di Alessandria, il Comune e la SOAMS di Alluvioni Cambiò in provincia di Alessandria, l’Associazione culturale “Dante Selva Officina d’Arte” di Avigliana hanno collaborato alla realizzazione della maquette in quanto Il sogno di Costanza. La cascina delle Alluvioni, opera della nota autrice di racconti storici Donatella Taverna e...CONTINUA

 

 

 

 

 

Fethiye Çetin


 

 

 

"Heranush, mia nonna"
2008, Alet edizioni, Padova, 108 pp.

 

 

 

 

 

 

Francesco De Caria

Negli ultimi anni si è iniziato a sollevare il pesante coperchio posto su uno dei tanti eccidi di massa, volti alla distruzione di un popolo e della sua cultura, eccidi dei cui la Storia è piena sin dall’antichità, ma che si credevano impossibili nel XX secolo, quando invece episodi come il massacro armeno del 1917, condotto con determinata efferatezza eppure posto in secondo piano, neppur studiato alle Superiori.
Nell’anno più sfortunato del conflitto che coinvolse in pratica tutte le potenze europee, in Turchia si procedette ad una epurazione contro gli Armeni, eccidio programmato cui tratti si possono accostare alla successiva e più nota shoah antiebraica. Una serie di convenienze politiche, il programmato ingresso della Turchia fra le potenze europee, hanno posto a tacere orribili realtà storiche.
L’esordio è pacato: in un giorno dei nostri anni ...CONTINUA

 

 

 

Andrea Lanza

Direttore e ordinatore della biblioteca musicale del Conservatorio “Verdi” di Torino, nonché illustre musicologo

 

Pubblichiamo con grande piacere questo sonettino, che sonetto propriamente non è secondo le regole metriche proprie, pervaso di malinconia, come malinconici sono per convenzione i paesaggi di certe zone d’Europa. Da notare il mélange linguistico che intreccia parlata locale a lingua nazionale: a parte moscatello che tutti sanno cos’è, c’è sgura, cioè pulisce a fondo...CONTINUA

 

 

Parlando di...
Saccaggi tra Eros e Pan a Tortona nel palazzo Guidobono
Di Francesco De Caria

 

 

L'Alessandrino si dimostra sempre più territorio attento alle proprie risorse culturali. Ci siamo soffermati in altre occasioni su mostre, conferenze ed altre manifestazioni tese a far prendere o a rafforzare la coscienza delle peculiarità dell'area, peculiarità esterne chepure, ne siamo consci o meno, son finite in quel sostrato che costituisce la personalità di ognuno di noi
Il volume, ricco ed elegante per aspetto grafico, è pubblicato in occasione della mostra in onore del pittore allestita presso le sale espositive...CONTINUA

 

 

 

 

Da Monasterolo, sabato 6 giugno 2009
di Francesco De Caria

[...] il maestro Gianni Monasterolo, sabato 6 giugno alle ore 17 ha dato appuntamento agli amici appassionati di musica classica, di poesia, di arte per un concerto in cui il Duo Génot, Alessandra al violino e Massimiliano al pianoforte, ha offerto un’esclusiva anteprima del concerto che terrà l’11 giugno a Monaco di Baviera...CONTINUA

 

 

 

I pòrti di magnin” e “Magnin littéraire”, aprile 2009: splendida carrellata sulla cultura novecentesca del Monregalese e dintorni.
Di Francesco De Caria

 

 

 

Isola di San Rocco al Ponte delle Ripe di Mondovi: continua la splendida stagione artistica organizzata dall’Associazione “Pòrti di magnin”, che ha preso nome dal portico dei calderari della città. Sulla splendida rivista – importante per contenuti che contribuiscono a evidenziare aspetti di alto profilo della cultura torinese sotto angolature talora pressoché inedite. Traccia di questa preziosa attività rimane al di là della necessaria natura effimera dell’esposizione...CONTINUA

 

 

 

 

 

 

Rivista del mese di Dicembre 2008

 

Il salotto di… Gianni Monasterolo

di Francesco De Caria

Vi sono occasioni riservate agli specialisti o agli amatori di particolari settori dell’arte, della musica, della poesia. Si tratta della ripresa della tradizione del salotto che fra Settecento e Ottocento le famiglie aristocratiche tenevano nella propria casa: nell’Archivio del

 

 

Castello di Masino, ad esempio, si conservano biglietti di invito dei Valperga di Masino, la famiglia di Tommaso Valperga..CONTINUA.

 

 

 

Parlando di….Storie di vetro
di Donatella Taverna


Come nella migliore tradizione degli artisti, Monica Dessì cita e illustra, ma non riesce a spiegare del tutto le ragioni del suo bisogno indomabile di esprimersi nella forma: e in una forma non funzionalizzata – respinge nettamente l’ipotesi di una lettura “a design” del suo agire artistico – bensì in assoluta libertà di ricerca, resa (forse) più facile dal ricorso ad una materia come il vetro.
Il piccolo cartoncino che tenta per lei una spiegazione si apre con alcune sue parole: “Ho sentito sulla pelle il vetro, le forme e i colori e ho iniziato a divertirmi con loro”; in realtà il suo “divertirsi” consiste...CONTINUA

 

 

 

 

L'antico complesso parrocchiale di Usseglio.
di Francesco De Caria

Le valli di Lanzo, località di vacanza fra Ottocento e prima metà del Novecento frequentata da artisti, aristocratici e borghesi di discreto reddito - parallela e “sorella minore” della Valle di Susa, i cui comuni sono meta di villeggiatura ben più nota – conservano, forse proprio per essere più “defilate”, documenti più integri e notevoli di epoche passate, sovente ancora da scoprire compiutamente, a parte il capoluogo. Per il resto vi sono documenti delle parrocchie, archivi privati, biblioteche ancora poco noti e in buona parte da riordinare.
Se un difetto bisogna denunciare, è infatti la scarsa valorizzazione dei propri tesori: solo negli ultimi anni vi è stata una certa ripresa di pubblicazioni, di studi, di feste e folklore originari. La Società Storica delle Valli di Lanzo è meritamente gloriosa e i documenti e gli studi pubblicati sul suo bollettino sono davvero preziosi ai fini della conoscenza di consuetudini e del territorio.
Per i tipi della Celid di Torino, è uscito nel giugno scorso, in occasione dei restauri effettuati, L'antico complesso parrocchiale di Usseglio, curato da Francesco Pernice nell'ambito di una serie di quaderni del Ministero per i Beni e le attività culturali e della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici del Piemonte. L'abbandono del complesso negli anni Cinquanta, quando fu ultimata la nuova Parrocchiale, accentuò il degrado “strisciante” del complesso, aggravato dal vandalismo. Solo nel 1998 – è fatto recente la ripresa di...CONTINUA

 

 

Goya e i disastri della guerra.
di Francesco De Caria

Vi sono molti modi di mantener viva la memoria di eccidi pianificati, di massacri freddamente progettati “a tavolino”, purtroppo perpetrati da sempre nella storia dei popoli, da quando Caino uccise il fratello; certi miti della teogonia classica fanno risalire anche agli dèi la pratica dello sterminio dei simili, per affermare il proprio potere. Vi è ben stato chi ha predicato la pace e condannato sotto ogni aspetto l'orrore della violenza, ma solitamente è stato a sua volta messo a tacere con la violenza: la storia del Novecento è piena di questi fatti storici, alcuni eclatanti e continuamente rinnovati nella memoria – lo sterminio degli Ebrei sotto il dominio nazista in primis che tanta eco ha avuto ed ha nella letteratura e nella cinematografia soprattutto – , le”purghe staliniane” e altri passati sotto silenzio, per opportunismo politico, come lo sterminio degli Armeni da parte dell'Impero turco nel 1917, intessuto di indicibili efferatezze.
Anche una battaglia è un atto di orribile violenza, anche una guerra: e le memorie dei due conflitti mondiali, e soprattutto del secondo che con i bombardamenti e con la guerra civile ha dilaniato dall'interno il tessuto stesso delle popolazioni, ci sono tramandate da opere letterarie e da raccolte di documenti quanto mai efficaci. La guerra -anche in passato, quando non esistevano
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Parlando ancora di Giulio Bulgarelli (1981 - 2007) di Donatella Taverna

 

Recensendo il Diario di Giulio Bulgarelli, quasi tutti sono partiti da un aspetto biografico, perché un evento del tutto inatteso ha stroncato la vita del poeta a 26 anni. Certamente un fatto simile non può non toccare o commuovere. Ma anche molti altri letterati – Corazzini, Campana, la Plath, Gozzano e perfino Leopardi, per fare qualche nome fra i più noti – sino stati portati via dalla morte più o meno precocemente, senza che ciò abbia determinato alcun mutamento nella valutazione del loro scrivere.
Di fatto, quello che colpisce non è un pur presente cammino da una poesia più adolescenziale ad una più matura ( che molti commentatori si sforzano di dimostrare “ compiuta” per dare un senso ad un’esistenza, cosa peraltro fuor di luogo in queste sedi ). E’ ben più significativo esaminare l’aspetto linguistico, assolutamente particolare e...CONTINUA

 

 

Andrea LAJOLO, DONATELLA LESSIO
Le intronate,
Milano Joker,
maggio 2008, pp. 68.

 

 

Gli autori, specializzati entrambi nell'ambito dello spettacolo, l'uno partendo dalla prospettiva letteraria, il teatro alfieriano, e dalla musica medioevale, l'altra laureandosi al DAMS sul doppiaggio filmico in particolare di Marylin Monroe, compongono queste parlate per giullara sola, come specifica il sottotitolo. Si tratta di due pièces, perfettamente parallele, suddivise in quattro scene ciascuna con gli stessi titoli ( Lei, L'archipenzolo, Il tiglio della birra, L'acquaiòla), ma con situazioni...CONTINUA

 

 

 

 

 

Alessandra Paganardi

Tempo Reale, ed. Joker, Novi Ligure 2008


 

 

 

 

Una parola non basta, dicevi
Due sono troppe – non le abbiamo dette
O forse quella sola che restava
Non è arrivata in tempo. C’è chi scrive
- forse perché sul foglio le parole
sono spinose e gentili, reperti
di vita, lacci tesi a quell’astuta
volpe, trappole per fermare il male.
La tagliola è spuntata, lo sappiamo
- continuiamo a rifarla di parole.

Forse questo scritto di Alessandra Paganardi riassume molto del senso profondo e migliore della poesia del Novecento. Scrittrice giovane, pluripremiata, la Paganardi si inserisce in una certa continuità rispetto alle esperienze ermetiche moderate – forse è banale dire che si è ben letto Montale e Quasimodo e (raramente) ne rispecchia qualche timida eco – ma raggiunge chiaramente una sua privata cifra nello scrivere, rivelando...CONTINUA

 

 

Un “voyage autour de ma… bibliothèque”
di Francesco De Caria

 

 

 

Una figura speciale: discendente da una delle più antiche famiglie aristocratiche d’Europa, insigne esponente del corpo diplomatico, Livio Missir Mamachi di Lusignano, è fra le rarissime persone che possono permettersi di compiere itinerari all’interno delle proprie raccolte, in particolare della biblioteca che le stesse antiche origini della famiglia hanno incrementato di testi rari e rarissimi. Nel testo che qui illustreremo, egli si interroga su un’Europa che deve essere innanzi tutto cosciente della propria identità, nonostante tutti gli aspetti che possono suggerire il contrario: il Nord e il Sud, l’Occidente, la cultura e la politica orientale d’Europa. Un’Europa ricca e un’Europa sofferente; un’Europa volta all’Est con il suo prezioso e sconosciuto patrimonio culturale ed un'Europa rivolta all’Occidente del Mondo. Livio Missir in un suo libro che qui illustreremo, si chiede cosa ne pensassero gli intellettuali che un secolo , un secolo e mezzo fa compivano grands voyages, all’estremo Nord, nel Sud del Mondo, in Estremo Oriente, incontrando turchi, greci, arabi, ebrei, armeni, levantini in genere, e poi mongoli, cinesi...

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Le suggestioni d’Oriente e del Settecento piemontese

fra i tessuti stampati di Arshile

(Walter Falciatore - Susanna Fisanotti)


di Francesco De Caria

Le arti applicate soprattutto, ma anche la cosiddetta Arte pura, periodicamente si sono lasciate influenzare, sin dal Seicento almeno, da motivi e tecniche esotici. Da anni ci soffermiamo in varie sedi sulle interazioni fra arti applicate orientali e arte occidentale: sin dalle corti medioevali provenzali troviamo tracce sempre crescenti dell’influenza mediorienatale, figurazioni di uccelli da rovo, da albero, di uccelli che sorvolano gli oceani, fagiani e animali frutto della fantasia sviluppata degli esploratori e dei mercanti. I principi europei sovente trattenevano nei loro giardini, nella villa o nel palazzo queste meraviglie che...CONTINUA

 

 

Gianni Monasterolo, insegnante al Conservatorio di Torino, appassionato della ricerca di una cultura “altra” rispetto a quella ufficiale, che già abbiamo presentato in queste pagine, ci ha inviato questo suo “quadretto” apparentemente “idillico” - il calore di una baita, il ponfo della polenta nel paiolo, mentre attorno c'è il gelo

L'allobrogo sofista, ossia della barbera e della polenta

 

Il silenzioso candore della neve è per lunghi tratti solcato da
profonde orniere;

 

gli alberi infreddolati e frufruanti si osservano
muti, interrogandosi con sguardi perplessi.

Tutt'ingiro alla casa stalattiti di ghiaccio scendono come una
saracina dagli architravi, quasi a proteggerla da malgrate intrusioni.
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Parlando di... Monasterolo poeta.
di Francesco De Caria

 

Pronto!?

Io devo averci qualche problema
con il telefono
(Magari se tutti i miei problemi
fossero lì!)
Mi accosto con cautela al microfono
e lo sollevo
col braccio teso come un tedoforo
Lui fa tut... tut...
come se mi volesse schernire
Non siamo amici
quell'aggeggio non mi può soffrire
Mi guardo i diti
sono molto indeciso con quale
comporre il numero
col pollice o pur con l'anulare?
E quale numero?
Lo so bene chi voglio chiamare
è proprio inutile...
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Parlando di…

Edoardo Rubino (Torino, 1871-1954)

 

 

 

Gypsum silente, sculture dallo studio di Edoardo Rubino, a cura di Armando Audoli, una lodevole e bella iniziativa de La bottega di Luca e Antichità Sibona, che consente di sogguardare dietro la tenda dello studio d’artista

di Francesco De Caria

La bottega di San Luca e l’Antiquario Sibona di Torino hanno promosso una splendida mostra di opere in gran parte presentate nello stadio predefinitivo di gesso o di bozzetto in terra quale appare nello studio di uno scultore: in questo caso illustre l’autore, Edoardo Rubino. Tale prezioso materiale è stato disposto ed esposto al pubblico nei locali della galleria di Palazzo Lessolo in via Andrea Doria 10. L’abbondanza dei pezzi e quindi il loro affollamento, l’impiego di cavalletti e altri tavoli e supporti da studio ha evocato con grande suggestione il bric – à-brac di uno studio di scultore, un labirinto del quale... CONTINUA

 

 

Il messaggio in bottiglia di Giulio Bulgarelli (1981 - 2007).
Diario, ed. Genesi, Torino 2008

di Francesco De Caria

E’ sufficiente percorrere gli ultimi quaranta titoli dei duecentotrentatre pubblicati dalla editrice torinese, per rendersi conto delle scelte per la collana Scommessa: l’eterna domanda sul senso dell’esistere in relazione al tempo, al dolore, ai sentimenti, agli ideali, alle azioni che paiono più degne di sorte privilegiata di prospettive a lungo termine, almeno, se non “eterne”. E prospettive dall’essenza più “tangibile” della dimensione eterna proposta dalle religioni storiche.
Il senso della vita – nella prospettiva della sua conclusione – pare...CONTINUA

 

 

 

 

 

Una donna, una madre, una pittrice: Evangelina Alciati (1883-1959)
di Francesco De Caria

E’ stato presentato all’ultima edizione del Salone del Libro da Donatella Taverna, uno degli autori, e da Gianni Oliva, Assessore alla Cultura della Regione Piemonte, il volume Evangelina Alciati pittrice, edito da La Finestrella Editrice di Canelli.
Si tratta di una monografia corposa, che riguarda una delle più note pittrici torinesi, famosa come ritrattista, ma notevole in ogni genere di dipinto.
Certo riduttiva, infatti, la fama di abilissima esecutrice di ritratti, anche se questa dote le permise di essere a contatto con esponenti dell’aristocrazia e dell’alta borghesia: le sue nature morte – pervase di acuta ironia, per chi le legge in filigrana – i suoi ariosi paesaggi, le sue figure che rimandano talvolta all’arte mitteleuropea ne fanno un esponente di spicco della nostra arte; l’ironia si legge nella stessa postura “troppo” dignitosa, tale da sfiorare il sussiego di certe personalità, che si saranno per contro compiaciute di essere ritratte con tutti i segnacoli del proprio ceto sociale, come si legge ad esempio nella metafora ...CONTINUA

 

 

L’arte di Isidoro Cottino: un ventennio (1988 – 2008).
di Francesco De Caria


Sono momenti importanti per un autore, scrittore, pittore o scultore che sia, quelli dei “consuntivi”, che mostre e cataloghi fissano, in realtà più per il pubblico e la critica che per l’artista: quelle che il pubblico individua come fasi a se stanti sono momenti di un flusso continuo, che traboccano una nell’altra, con ripensamenti, corse in avanti, ritorni e così via.
E’ comunque con giustificato compiacimento che Isidoro Cottino ha considerato le iniziative di Regione, Provincia, Comuni di dedicare due mostre rispettivamente all’opera fra il ‘72 e il 2006 e dal 1988 e il 2008 nella primavera 2006 nella Biblioteca Civica di Carignano ed ora fra aprile e maggio presso i locali di Piemonte Artistico e Culturale di Torino.
L’opera del pittore e incisore torinese (1938) percorre un interessante itinerario dalla tradizione sia dell’impressionismo francese (Montmartre), sia del paesaggismo piemontese, negli oli degli anni Settanta, decennio che peraltro attorno alla metà assiste ad una prima apparente “conversione” ad una pittura che accoglie suggestioni da Dalì, da Mirò, e in Piemonte da Italo Cremona e Mario Lisa e da una fase della pittura Europea attirata dall’ambiguità delle forme e delle situazioni – lo spaventapasseri è, come in un dipinto di Franco Pieri degli anni Ottanta tuttavia “metafisico”, insieme fantoccio e...CONTINUA

 

 

Goya, Los Caprichos, fra Illuminismo e visionarietà romantica.

Vi sono autori che appartenendo al patrimonio culturale comune, finiscono per essere conosciuti ai più a orecchio, si potrebbe dire, cioè alquanto superficialmente, se non proprio solamente di nome. Tanto più oggi, quando, avendo abbandonato la Scuola de facto e sovente per necessità, almeno nell'istruzione primaria e in alcuni tipi di istituto superiore, itinerari schematici ma efficaci nell'ambito della ricostruzione del patrimonio culturale “classico”...L'Istituto per la tutela, la conservazione, il restauro dei beni librari e cartacei (IREL) di Torino ha promosso l'esposizione dei Caprichos di Goya, accompagnata da un bel catalogo, curato da Franca Porticelli, Gianni Vurchio, Carla Parsani Motti, che si articola nelle sezioni Il tempo di Goya, Tra fantasia e critica sociale, Los Caprichos, gran teatro del Mondo, Los Caprichos, una proposta di lettura, corredate dalle note biografiche sull'artista...CONTINUA

 

 

 

Il tormento e l’estasi: Guido Reni e il soggetto di San Sebastiano.

di Francesco De Caria

A parte del pubblico parrà una novità – anche nel senso di una iniziativa poco edificante, se non blasfema – la mostra in atto a Genova, a Palazzo Rosso fino al 20 gennaio 2008, curata da Piero Boccardo e Xavier F.Salomon, che ha come soggetto le sette immagini, sette varianti, del Martirio di san Sebastiano, dipinte a olio su tela da Guido Reni (Bologna 1575-1642), come si sa, artista...CONTINUA

 

 

 

 

 

Senso del segno e grandi auguri in piccolo formato
di Francesco DE CARIA
C’è in Torino – ma, crediamo in ogni realtà urbana – una rete di circoli, di clubs, di gruppi spontanei poi formalizzati anche burocraticamente, che riuniscono molti appassionati o cultori di vari settori del lavoro, dello sport, della cultura. A Torino "Il senso del segno" riunisce un folto numero di pittori e di artisti dediti soprattutto all’incisione, in tutte le sue declinazioni e in tutte le tecniche, dispone di locali espositivi, torchio e relativi attrezzi, e organizza visite di aggiornamento a mostre in varie città d’Europa. L’attività di questo gruppo è completata dall’organizzazione di conferenze, che contribuiscono ad affinare la cultura...CONTINUA

 

 

Il Palazzo Ducale di Genova, palazzi nobiliari, porto antico e quartieri medioevali della Superba e soluzioni per i patrimoni storici dei centri antichi.
di Francesco DE CARIA

Genova, la Superba, ha, naturalmente, un centro storico invidiabile per antichità e per struttura – come del resto altri centri di antiche origini. In decenni passati, diciamo fra gli anni Cinquanta-Settanta, tali centri – degradati, malamente abitati, semidistrutti – nel caso delle città portuali- dai bombardamenti navali “alleati”, costituivano un ostacolo, un pesante ingombro per l’espansione degli edifici razionali e moderni, nuovi “idoli” dell’architettura; fortunatamente dagli anni Settanta/Ottanta la sensibilità si è “capovolta” ed ha intrapreso la giusta strada dell’equilibrio fra la conservazione e razionale fruibilità.
Parliamo qui di Genova, perché...
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Pino Mantovani. Una mostra e una monografia.
di Francesco De Caria

Come è noto a chi si interessa d’Arte figurativa di ambito torinese, ma non solo, una delle personalità più significative – perché raffinato artista e fine critico/storico d’arte – è Pino Mantovani, fra l’altro in un paesaggio sempre meno ricco di figure incisive che alla produzione artistica di alto livello affiancano lo studio e la conoscenza tecnica, legati anche all’Insegnamento accademico dell’Arte. A chi pratica il mondo della critica d’arte torinese, in fondo, non affioreranno alla mente che pochi nomi, solo alcuni dei quali reggono il confronto con la grande tradizione di un passato non troppo lontano.
Presso la Sala Bolaffi di via Cavour in Torino è stata presentata –corredata da una mostra significativa che rende conto della formazione dell’artista, in atto sino al 18 ottobre – la monografia curata da Ivana Mulatero, dedicata a Pino Mantovani edita da Giulio Bolaffi.
L’esposizione, ampia e soprattutto significativa, promossa dalla Regione Piemonte, costituisce un ulteriore tappa...
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Torino fatta ad arte

di Francesco De Caria

Una delle zone più interessanti di Torino, della Torino elegante e carica di storia, via Carlo Alberto, uno dei “salotti” della città, abitati da famiglie appartenenti a una stratificazione di classi sociali – come in tante altre strade, in primis via Po – da famiglie aristocratiche, che tuttavia – non ricchissime - cedevano ad affitto gli appartamenti del secondo, del terzo piano, i sotttotetto...CONTINUA

 

 

 

 

AD ISTANBUL, TRA PUBBLICHE INTIMITA’

di Enrico Pietrangeli

“La poetica di Enrico Pietrangeli è costruita su un’idea antica ed epica di eroismo dove l’autenticità è fissata dalla sequenzialità degli eventi scaturiti dalla macrostoria. Il percorso a ritroso è scandito da fatti bellici, dalle grandi guerre all’11 settembre, ma è anche un tributo a maestri di poesia del passato, da Baudelaire a Rumi fino ad Ungaretti al quale è dedicata, oltre che una poesia, la chiusa della silloge: “M’illumino di provvisorio”...CONTINUA

Edizioni Il Foglio - ISBN: 978 - 88 - 7606 - 164 – 6Pagg. 86 - Euro 10,00

Collana Autori Contemporanei Poesia

Direttore Fabrizio Manini

 

 

 

Mario Gomboli : L’assenza di Pinocchio.

di Francesco DE CARIA

Ci soffermiamo solitamente su queste pagine su opere e autori non “soliti”, non certo non consacrati dalla fama e dalla tradizione (anzi molti di loro sono oggi ricercatissimi), ma “di nicchia”, che, non dovendo vivere della propria arte, la esprimono quando davvero essa urge dentro, o quando intendono abbandonarsi, fra tante cose seriose che sovente sono necessarie al pane quotidiano – si fa per dire – o all’assolvimento di tante incombenze di ogni genere che la complicatezza della vita impone, a quel divertissement “in-utile”, “fanciullesco” che distingue...CONTINUA

 

 

 

 

Nel Salotto letterario allestito alla Famija Turinèisa, arte figurativa, musica, poesia si incontrano.
di Francesco De Caria

Era di moda, un tempo, in Torino come in altre città, l’incontro fra intellettuali tra i quali vi fosse un qualche filo che mettesse in comunicazione i loro pensieri, nei salotti – ed è cosa nota: gli inviti a stampa suonavano presso a poco così: aujourd’hui, a cinq heures de l’après midi, chez M.me ***, contrée ***, le poète (le musicien, l’artiste …) *** lira au publique des compositions poétiques – oppure présentéra ses tableaux les plus récents,o ancora jouéra au piano quelques unes de ses compositions … E gli invitati affluivano numerosi – fors’anche per non urtare il padron di casa che aveva...CONTINUA


Il salotto delle Muse

LUCIA ZANDRINO, Wunderkammer, Statale 11 Editrice, Caldogno (Vicenza), 2007, pp.41

Prezioso nella veste di libellum riservato agli amici e agli estimatori, pretesto di un discorso più ampio, già denunciato dalla dedica che, intrecciando esseri reali, legati alla biografia dell’autrice, a esseri fantastici,ma non meno concreti l’opera si apre nella presentazione programmaticamente come bouleversement della presunta visione “solida”, “saggia” che il mondo persegue. Ci si sforza in un’attardata prospettiva positivistica, di possedere leggi e regole di tutto anzi il numero che nuovi mondi scopra; la fomula che apra nuove prospettive. Ma è illusione che dura poco; eppure è proprio la passione del futuro e del mistero ciò che dà senso all’esistere: l’esserci trae la sua forza entro il ghirigoro. Il pensiero - come il Drago – trae appunto forza...CONTINUA

 

 

 

 

Nei suggestivi spazi di “appartamenti” del centro storico di Torino splendide esposizioni dedicate all’Arte fra Otto e Novecento.
di Francesco DE CARIA

Un tempo abitazioni abitate da generazioni di famiglie o da proprietari che vi si sono succeduti, ora quasi un tempio dell’Arte figurativa fra Otto e Novecento, una storia che conta nomi un tempo immensi per usare un’espressione montaliana, o quanto meno grandi, ammirati, contesi per piccole sculture da salotto o per monumenti funebri – che avrebbero dovuto eternare il committente in una società fortemente materialista – o per monumenti che ancor oggi adornano le nostre piazze….Alloati (figlio),Cellini, Ceragioli, Mazzonis, Taverna e Terracini, Sandro Vacchetti, sono solo alcuni dei nomi degli autori delle sculture che il pubblico e soprattutto gli intenditori...CONTINUA

 

 

Forme di Franco Mazzilli.
di Francesco De Caria

Nell’articolato panorama artistico e culturale torinese, nel quale da sempre ha buon rilievo l’attività delle gallerie private, a fianco della funzione di documentazione e stimolo offerto dalle gallerie pubbliche, vanno sempre più accentuando la propria importanza realtà “piccole” – sovente nate da un’attività “di supporto” all’Arte, laboratori di incisione, laboratori da corniciaio soprattutto, ma anche librerie non necessariamente specializzate nel ramo dell’Arte figurativa – che organizzano veri e propri cicli di mostre e convegni nei quali...CONTINUA

 

 

Hafid Gafaïti
la gola tagliata del sole
poesie scelte
LietoColle - Collana AltreTerre
ISBN 978-88-7848-281-4 pagg 112 € 13,00

Recensione di Francesco De Caria, Torino 21 aprile 2007

 

 

 

Un riflesso d'Oriente a Carmagnola: l'arte di Hiroaki Asahara al "Rondani".
di
Francesco DE CARIA ... CONTINUA

 

Opere in carta dell'artista giapponese

Hiroaki Asahara

A cura del Centro Studi Carmagnolesi
Museo Tipografico Rondani, via Santorre di Santarosa 12,

con vetrina nella chiesa di San Rocco .

2/10 settembre
Inaugurazione: sabato 2 settembre ore 18.
Apertura: sabato e domenica 10,00-12,00 e 15,00-18,00 / feriali 17,00-19,00
Sabato 9 settembre, dalle ore 15,00 "Laboratorio della carta", a
cura dell'artista, presso Museo Rondani.

 

 

Mario Gomboli al Centro Studi Carmagnolesi:
uno sguardo all'arte del XX secolo.

di Francesco DE CARIA

Gli studi sulla scomposizione cromatica e sugli effetti ottici, sulla scomposizione della forma e del movimento in relazione al rapporto spazio-tempo, sugli effetti della materia considerata in sé, a prescindere dalla "forma", il dilemma se l'arte debba considerarsi autonoma, svincolata dalla realtà o strettamente legata a questa, se l'arte sia un "gioco" per astrarsi o per distrarsi o se costituisca lo sguardo più profondo sulla realtà, al di là della ricerca scientifica in tutti i campi, dall'Ottica, alla Psicanalisi, alla ricerca sulle forme di comunicazione, elementi necessari ad un'espressione artistica autentica, ma sopravanzati da questa ...CONTINUA

 

 

Arte al femminile: Lia Laterza.

di Francesco DE CARIA

L'Arte è Arte, non dovrebbe aver né sesso né età. Pur tuttavia, dal momento che l'Arte, quando è tale si capisce, sintetizza in sé ed esprime i momenti più significativi dell'esistenza, è inevitabile che il "tocco" maschile o femminile traspaia. Essenziale che resti Arte: le contingenze non fanno che arricchirla. Nel panorama artistico torinese a noi contenporaneo molte sono le autrici di alto livello, garantito non solo da sensibilità e cultura personali, ma anche...CONTINUA

 

 

Le montagne di Alfredo Beisone.
di Francesco DE CARIA

Dal 3 al 18 settembre è in atto la mostra Le mie montagne di Alfredo Beisone. La mostra, ordinata da Mario Marchiando Pacchiola presso la Civica Collezione d'Arte di Palazzo Vittone in Pinerolo e patrocinata da AMARTE, dalla Pro Loco, nonché dalla Città di Pinerolo mette in risalto...CONTINUA

 

30 aprile - 22 maggio
Palazzo Salmatoris, inaugurazione mostra
LE MANI NELL'ANIMA
Il fare nell'arte

Mostra collettiva di pittura scultura incisione


Mani e anima: lo strumento e il campo d'indagine dell'artista.
di FRANCESCO DE CARIA

Si è appena conclusa la mostra d'arte a Palazzo Salmatoris di Cherasco, quando inviamo la presente nota: ma di alcuni eventi merita parlare, al di là del fatto contingente.
Le mani nell'anima: questo il titolo della manifestazione, che ha visto esposte al pubblico opere di Agosti, Barovero, Busso, Cervietti, Cottino, Fanelli, Gallina, Marchisio, Massari, Preverino, Reviglio, Tamagnone. Che è a dire opere di alcuni fra i più significativi artisti che operano in Piemonte nel nostro tempo.
Ci ha colpiti, come ha colpito Pino Mantovani che ha curato fra l'altro il bel catalogo edito dalla Regione Piemonte, il titolo suggerito...
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VICTORIA SURLIUGA
UNO SGUARDO SULLA REALTA'. La poesia di Gianpiero Neri.
Edizioni Joker, Novi Ligure, aprile 2005.

La recensione
a cura di Francesco De Caria - Torino 1 giugno 2005

Significativo il volume di 217 pagine sin dalla copertina: elegante nella partizione geometrica, nel bianco e nero e nelle nuances di grigio da contrapporre ai colori gridati da rotocalco tanto di moda, propone come "logo" una proiezione speculare della serie "materiali di studio", e in parte del titolo "Uno sguardo sulla realtà", già a significare - per chi lo sa interpretare - la funzione della letteratura e dell'Arte in genere quali proiezioni -deformate in qualche modo - della realtà vissuta. E certamente non facciamo riferimento a naturalismi o a realismi di vario genere: giacché la linea, come la superficie dello specchio costituiscono il confine fra il vissuto e la coscienza del vissuto e, ancora, fra la coscienza e la possibilità di esprimerla con gli strumenti con cui l'artista figurativo o del suono o della parola ha a che fare, che in qualche modo deformano il dettato originario.
Nato a Erba nel 1927 - quindi testimone...
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Carla Parsani Motti: un'artista, uno studio, un "esperimento" di offerta culturale polivalente.

di Francesco De Caria

Un gruppo di artisti ha allestito da vari anni in Torino, in via Duchessa Iolanda, uno studio specializzato, ha fondato un'associazione dal nome suggestivo e significativo, Il senso del segno, nei cui locali si incontrano artisti e critici e pubblico comune in un dialogo fecondo. La profonda stima nei confronti di una delle "anime" di questo gruppo, un'amicizia pluridecennale, che è anche tale da consentire di cogliere il sottosuolo, il retroterra dell'opera d'arte, nella sua genesi non solo tecnica, ci inducono a soffermarci sulla figura di

Carla Parsani che impersona in qualche modo la figura dell'artista quale è e quale deve essere, al di là delle false immagini che troppo sovente i mass media hanno elaborato e il pubblico ha recepito. Infatti alla solida preparazione tecnica legata all'Accademia di Belle Arti e alla frequentazione di sudi di artisti - un iter lungo, faticoso, dispendioso, che impone scelte e quindi anche rinunce - ha affiancato l'insegnamento, occasione preziosa per "chiarirsi" idee e conoscenze tecniche, nonché per conoscere da vicino la "gente" che costituisce il pubblico cui l'artista si rivolge, la sua cultura, che può essere anche mancanza di cultura, presunzione di cultura. Sarebbe doveroso citare le altre personalità artistiche del gruppo, non solo per correttezza, ma per sincera stima, perché tutti danno un apporto originale: ma sono molte decine, almeno una settantina di iscritti, tutti legati all'esercizio dell'arte incisoria, per cui, se non tacciamo i nomi della Viarengo Miniotti, della Guasco, della Caprioglio, della Mogavero, della Caravella, di Rocco, di Soffiantino ... e della Laterza, della Nalli, di Ivo Stroppiana... è solo per dare un'idea ora dell'apertura del gruppo a varie esperienze espressive della quali chi è in qualche modo introdotto nel mondo dell'Arte figurativa ha cognizione. Nulla impedisce comunque di riprendere il discorso compiutamente, auspicabilmente dopo incontri diretti con gli artisti.
Carla Parsani, legata alle ascendenze in Val di Lanzo, zona sostanzialmente sconosciuta e interessante per molteplici aspetti, ha affinato il senso del mistero - anche in senso religioso - che lega l'Uomo alla Natura e...
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Parlando di…Arte dell'incisione

di Francesco De Caria

Scommettiamo quel che si vuole che, se si chiedesse a un significativo campione di pubblico, anche di cultura discreta - persino, in qualche caso, elevata - che cosa sia l'incisione, pochi sarebbero in grado di rispondere con esattezza. Eppure, non conoscendo la tecnica di un prodotto artistico e le sue fasi di produzione, non si apprezza gran parte del prodotto stesso. E' il risultato di un allargamento apparente della cultura, che ha condotto ad una superficialità che si accontenta del sentito dire.
E' allarmante questo fenomeno, quando accade che anche gli addetti ai lavori si trovino disarmati di fronte a prodotti di tecnologie antiche, tramandate nei secoli sino ad oggi e poi disperse per vari fattori, economici, culturali, di gusto... E' allarmante soprattutto quando si tratti di interventi di restauro. Ma il discorso sarebbe lungo e molto più articolato e lo si riprenderà all'occasione.
Anche i riflessi sul mercato sono di notevole portata: confusioni con volgari stampe sono all'ordine del giorno. Ed è qui che la conoscenza tecnica fornisce solidi parametri di scelta.
Vari sono i tipi di tecnica incisoria: vi è ad esempio quella con matrici di legno (silografia), per cui si incide con apposite sgorbie una tavola di legno duro, lasciando in rilievo le parti che si intende restino impresse sul foglio, si inchiostra la tavola incisa con inchiostro "grasso", si asportano gli eccessi e si preme con un torchio - ma non sempre - la tavola su un foglio di carta spessa, precedentemente inumidita ... Fu una tecnica anche "popolare": le carte da gioco e "i santini" di un tempo si ottenevano in questo modo.

Gutenberg nel XVI secolo si basò su questa tecnica: la sua vera invenzione furono i "caratteri mobili" per cui ogni lettera era praticamente una silografia e si potevano comporre all'infinito infinite parole. Con questa tecnica a metà del Cinquecento si stampò anche la Bibbia; sia i Riformati, sia i Cattolici fecero largamente uso dell'arte incisoria nei secoli successivi per immagini e immaginette, tavole descrittive, fogli di canto e di preghiera, brani di Scritture ... Tuttavia notevoli sono stati certi esiti anche in artisti del XX secolo, sui quali ci proponiamo di soffermarci in qualche prossimo intervento. La "durezza"stessa del segno ottenuto per lo più con la silografia ha un grande portato di significati...CONTINUA

 

 

Excusatio non petita ...

Permesso? C'è davvero da chiedere "permesso", e ci vuole un tot di faccia per entrare nel mondo già tanto ricco - tanto da essere labirintico - delle cose che si pubblicano, sulla carta stampata, via etere, in internet... sicché l'utente si perde più che orientarsi, perde certezze, perde interesse a questa o a quella cosa, dal momento che gli stimoli si accavallano e lo stordiscono.
Eppure, fra i tanti che si affacciano a questa ribalta, abbiamo tentato anche noi ... E tentiamo prima con il "nuovo" mezzo elettronico che sulla carta stampata. Bella trovata! si dirà; la carta costa, la stampa e la confezione non si dice di una rivista, ma anche di un foglio non è cosa da poco; internet costa poco, ma tende a dissolversi nella miriade di cose che si dicono e si pubblicano. Sarà, ma tentiamo. La certezza di un esito non c'è mai, non c'è più. Tuttavia tra il non far nulla e il tentativo ci par meglio il secondo. Comunque ci si espone e si esce dal nido rassicurante, tanto da essere alla lunga soffocante e da tarpare l'individuo con l'alibi pericoloso che offre.
Ci si propone qui di parlare di "forme alternative" non tanto di espressione artistica - campo nel quale l'essere alternativo ha finito con il costituire la consuetudine, mentre l'alternativo autentico finisce di essere chi ha una solida preparazione tecnica, una conoscenza dei materiali profonda, una competenza nello svolgersi delle espressioni artistiche in relazione con le committenze e con i fruitori - quanto di presentazione al pubblico del prodotto artistico nelle sue varie forme, dalla musica, all'arte figurativa, alla letteratura, dal momento che il costo elevato e per qualcuno insostenibile della presentazione "ufficiale" in sedi deputate, gallerie, circoli culturali e via dicendo finisce con lo stravolgere il panorama culturale di una città, presentando solo ciò che "rende" e ciò che attira pubblico. Accenneremo così a qualche iniziativa privata, che potrebbe avere un antenato nel salotto d'un tempo, all'incontro al caffè, in luoghi in cui si faceva arte o letteratura o musica proprio incontrandosi. E lo faremo perché troppe volte abbiamo visto mortificate iniziative meritevoli invece di attenzione; o perché penosamente l'opera di tanti scrittori, artisti, musicisti è finita sulle bancarelle di qualche mercatino, perché i loro appartamenti o i loro studi sono stati disfatti senza alcuna sensibilità o attenzione, proprio perché la loro opera era scivolata nel silenzio e non per scarso valore ... Ci è pur capitato di salvare opere - poi "girate" ai Musei - buttate nel cassonetto in seguito ad un trasloco, ad uno sgombero, morto l'artista ... Magari quanto qui si dirà offrirà occasione di qualche riscoperta o scoperta che contribuisca ad un rinnovamento dei soliti canoni, che il Munari già a suo tempo prendeva abondantemente in giro ... E così ci capiterà di parlare di letteratura "minore" - ma in base a che, ai gusti del pubblico diventati pietra di paragone assoluta per via dei riflessi di mercato? Di musica, di artigianato, di cinema ...
A seurt quandi ch'a peul, esce quando può, era stampato su un periodico di cultura piemontese che tanti talenti ha pure scoperto. Allora si faceva riferimento non tanto al denaro - c'erano esponenti illuminati della ricca borghesia, inquieta e intelligente a finanziare - quanto alla disponibilità dei collaboratori, tutti impegnati in altre attività, non professionisti della carta stampata, che si erano ritagliati il proprio cantuccio ... Nel nostro caso possiamo far riferimento al tempo, alle occasioni, ai costi, anche se internet consente tante cose.
Ma per ora, basta così. "Parlando", dialogando con la r