| il
salotto di...parlando
Arte
Letteratura Cinema Musica Teatro Mostre Televisione
Rivista
on line diretta dal Prof. Francesco DE CARIA
Aut.
del Tribunale di Torino
Fra
marsine e merletti. Viaggio diplomatico a Plombières. Ovvero
gli “altri” strumenti della politica.
di
Francesco De Caria
Un
importante convegno nazionale tenuto nel 2008 ed ora un volume dalle
firme prestigiose del mondo dell’Università e del Giornalismo
che raccoglie i testi delle relazioni, sono il contributo che l’Associazione
“Immagine per il Piemonte” ha dedicato al centenario
dell’Unità.
Il titolo del volume di 168 pagine, curato da Vittorio G.Cardinali
e dall’Associazione Immagine per il Piemonte è accattivante
ed efficace: Fra marsine e merletti… cioè fra
politica – la marsina è l’abito ufficiale dei
diplomatici – e salotti in cui si intessevano relazioni amorose
interessate, tese a carpire segreti o a convincere e corrompere
antagonisti politici.
Cosa avvenne realmente tra il 20 e il 21 luglio 1858
nella cittadina termale di Plombières? ...CONTINUA
Immagini
del lavoro….
di
Francesco De Caria
Oggi,
primo maggio, festa del lavoro o dei lavoratori. Ai
tempi nostri, quanto mille precauzioni e raffinatezze tecnologiche
sono state messe a punto per salvaguardare la vita e la salute
dei lavoratori, ci sono ancora vittime e tante. Sono di questi
giorni notizie dolorose e allarmanti. Vittime del lavoro:
sono solo i caduti? Sono solo gli invalidi? Crediamo che il
concetto vada esteso. Vi sono mali sottili
ed oggi ancora sconosciuti, perché legati a nuove tecnologie,
a nuovi materiali, a nuovi metodi di lavorazione che insidiano
la salute fisica e mentale del lavoratore; certamente
certi impieghi umili o di prestigio che siano tendono ad assorbire
tutta la giornata, anche se sulla carta vi sono solo sette
o otto ore; o tendono ad assorbire psicologicamente l’addetto;
o contribuiscono a scardinare i legami famigliari. Nuovi e
vecchi mali si assommano; d’altra parte il lavoro è
anche da considerare nei suoi aspetti positivi non solo per
la collettività, ma per l’individuo stesso in
quanto gli consente di sentirsi cellula di un organismo esteso,
di nutrire prospettive e coscienza di ricoprire un ruolo…
nulla è più frustrante della coscienza di proprie
risorse che restano inutilizzate. L’uomo
è animale sociale: è stato detto che il solitario
o è un bruto o è un santo asceta. Ma noi uomini
comuni abbiamo necessità di sentirci “utili”.
Dunque benvenga il lavoro in tutti i suoi aspetti, tutti di
pari dignità, dall’attività intellettuale
a quella dello sternighin, dello stradino.
Offriamo un bouquet di “ritratti” di lavoratori,
tratti...CONTINUA
Due
poesie di Gianni Monasterolo
di
Francesco De Caria
Pubblichiamo
queste due poesie del Maestro Gianni Monasterolo: sono due
divertissements basati su giochi di parole, assonanze, rime,
il cui unico contenuto è appunto il non sense.
E’ un genere proprio delle epoche
di profonda decadenza, di disorientamento, di cui sono paradigma
l’Ellenismo – e in particolare l’Alessandrinismo
– e la tarda latinità, quando ormai l’Impero
è allo sfascio. Monasterolo
quindi esprime così, con versi che paiono aver
poco senso o esser puri giochi di parole e di suoni, il
proprio malessere di fronte alla realtà e agli accadimenti
dell’esistenza: e non è poco a fronte
di una cultura della certezza del grosso buon senso che oggi
si vuol gabellare come buona. Il riferimento immediato è
la poesia di
Palazzeschi
– chi non ricorda La
fontana malata, i cui versi e
le cui parole sono costituite per lo più da onomatopee
pure (Cloffete, cloffete,
clof…) e la cui situazione è di un’estrema
banalità, un rubinetto che perde!
Quando
tutto stava franando...CONTINUA
Nello
Cambursano, esponente illustre di una generazione ‘estinta’
di artisti
di Francesco De Caria

Stefano
- Nello - Cambursano –
nato a Chivasso il 19 luglio 1904 - era invece figlio d’arte,
dal momento che il padre Bernardo, il suo primo maestro, era
scultore ornatista specializzato nei fregi marmorei. Illustri
gli insegnanti dell’Accademia Albertina dove si diplomò
nel 1928: CONTINUA
Parlando
di… Almerico Tomaselli, pittore.
di
Francesco
De Caria
Torino
ha conosciuto fra gli anni Sessanta e gli anni Novanta una
splendida stagione di sperimentalismo nell’Arte:
anzi, per questo aspetto è considerata una delle patrie
dell’Avanguardia e della ricerca artistica, come il
Museo
di Rivoli
e
fondazioni private, fra cui la Re Rebaudengo,
bene documentano.
Vi sono i grossi nomi che la inevitabile semplificazione operata
dagli storici dell’Arte pone come pietre miliari del
cammino dell’Arte. Si tratta tuttavia di una semplificazione
che appare in tutti i suoi limiti esaminando proprio quei
passaggi intermedi che fanno presentire – ad esempio
– l’arte astratta, il cui discorso formale parte
da lontano:
CONTINUA
Librerie
e mostre d’arte. Alla Dantesca
di Torino Xavier de Maistre e D’Annunzio. Sino
al 10 gennaio 2010
di
Francesco
De Caria
Abbiamo
avviato il discorso su Xavier de Maistre,
incisore, qualche tempo fa in questa rubrica, avendo incontrato
l’artista nell’affascinante mondo del suo studio
torinese nel quartiere che sa di antiche storie della città
e dell’aristocrazia subalpina. Abbiamo ora occasione
di tornare sulla sua “meditazione” artistica,
tecnica e di contenuti, soffermandoci sulla suggestiva mostra
alla “Dantesca” - prestigiosa libreria e casa
editrice - presentata da
Gian Giorgio Massara e Angelo Mistrangelo
 ,
fra
i nomi ben noti della storia e della critica d’arte
piemontesi. La presentazione in anteprima
del romanzo di
D'Annunzio...CONTINUA
La
terra del fuoco.
Una mostra diffusa della ceramica ad Avigliana.
di
Francesco
De Caria
Sono
sempre più diffuse le mostre collettive, articolate
in più sedi che naturalmente hanno di per sé
affinità con la materia dell’esposizione: si
tende insomma ad emanciparsi dal tradizionale “luogo
deputato”, la galleria d’arte, la pinacoteca pubblica
o privata che sia, e a suddividere l’esposizione in
sezioni monografiche ognuna delle quali è espotivo
sta col materiale documentale relativo. Quest’anno
nell'ambito della VIII edizione della manifestazione Avigliana,
in Val di Susa, ha dedicato una personale a Philippe Artias
ceramista, mentre varie sezioni
divise in laboratori d'arte, librerie, biblioteca, chiese
sconsacrate e acquisite all’uso di locali espositivi
e per conferenze, ospitano opere di ceramisti illustri, accostate
a opere di giovani artisti: il fattore comune è il
tentativo di ottenere nuovi esiti espressivi “forzando”
l’opera ceramica nelle varie fasi della lavorazione.
Si era abituati in passato a pensare la ceramica come materiale
per oggetti d’uso o per oggetti puramente decorativi;
nella seconda metà del Novecento in particolare, quando
si accentua l’atteggiamento sperimentalistico, essa
diventa materiale principe di elaborazioni su due livelli,
il ricorso a terre ottenute con nuovi impasti, il ricorso
a temperature altissime che deformano o vetrificano la terra
stessa o i colori, cui conferiscono inedite nuances e iridescenze.
Insomma il fuoco e i materiali impiegati divengono come “coautori”
dell’opera: certamente la perizia tecnica dell’artista
deve essere molto accentuata, per evitare risultati negativi.

Protagonista
dell’edizione di quest’anno è l’opera
di
Philippe
Artias (Fleurs 1912-Numana 2002),
scultore
dalla salute malferma che si trasforma da handicap a continuo...CONTINUA
Isidoro
Cottino - - - Xavier De Maistre

Cottino
e De Maistre alla ”Arte città amica” di
Torino
Via
Rubiana, 15 10139 Torino (Piemonte) 011 7768845
Alcune
opere esposte alla mostra
Francesco
De Caria
Sempre
più incisiva, ai fini di presentare le fasi più
recenti e i capitoli più significativi della la produzione
artistica attuale è la funzione di gallerie di recente
costituzione che, pur non avendo un'antica storia, mostrano
una vitalità e una sensibilità particolare nei
confronti della nuova produzione artistica e senso di iniziativa
nel divulgare sia le opere più recenti di artisti già
largamente affermati e considerati “maestri” nel
proprio settore sia di proporre nuovi nomi….
Citiamo in questa occasione l'Associazione
Culturale “Arte città amica “ di via Rubiana
15 in Torino che accoglie sino al 25 ottobre due bellissime
mostre, presentate da Donatella Taverna
sul dépliant a corredo. I cataloghi
dei due artisti, a disposizione del pubblico, pur non stampati
per l'occasione, sono...CONTINUA

Grazia
Frisina
"A
PASSI INCERTI"
Firenze,
Mauro Pagliai Editore, Firenze, settembre 2009
Francesco
De Caria
Ci
siamo già in altra occasione soffermati su opere letterarie
che si riferiscono ad una condizione particolare che comunemente
si definisce di disagio; i testi che abbiamo cercato di illustrare
o almeno di sottoporre all'attenzione del lettore rappresentano
il segno di una vittoria di chi è colpito dal male
a livello fisico si intende, male cui il soggetto impedisce
di ridurre l'esistenza con la sua meravigliosa gamma di possibilità
ad una autocommiserazione ininterrotta, ad una dipendenza
dall'altrui buona volontà, con il doppio deleterio
risultato di privare se stessi dalle possibilità e
dalle risorse di cui comunque si continua a disporre, e di
“ridurre in schiavitù” chi assiste il malato,
foss'anche personale a pagamento, dal momento che tutti hanno
diritto ad una decente qualità di vita, anche quando
svolgono lavori faticosi, pericolosi, spiacevoli.
Nel caso di A passi incerti
dell'autrice siciliana d'origine, formatasi a Torino...CONTINUA

"il
ritorno dei dannati"
Tradotto
e commentato da Victoria
Surliuga
Edizioni Lieto Colle, 2009
Francesco
De Caria
E
quanto ai poeti, sono i traviati che li seguono / non vedi
come errano in ogni valle?/ e dicono cose che non fanno?/…/
Gli ingiusti vedranno ben presto il destino verso il quale
si avviano.
Questo l’esordio solenne, costituito dalla sura XXVI
del Corano, del volumetto, dalla veste preziosa propria della
collezione di Lieto Colle, l’editrice comasca, che dà
voce ad autori italiani e stranieri dei nostri giorni, le
cui opere riflettono i drammi o comunque gli anelli che non
tengono del mondo che ci siamo costruiti.
Di particolare attualità l’argomento de Il ritorno
dei dannati, fresco di stampa: il teatro è quello della
maggior parte dei conflitti più drammatici del secondo
dopoguerra (per l’Occidente s’intende) quello
per la fonte energetica tuttora più importante, il
petrolio, che...CONTINUA
Il
sogno di Costanza. La Cascina delle Alluvioni.
Opera della nota autrice
di racconti storici Donatella Taverna e dell’altrettanto
stimato artista Isidoro Cottino.
Francesco
De Caria
E’
tornata di moda, anche se una moda raffinata, che ha ascendenze
quantomeno settecentesche, ma probabilmente molto più
antiche, la maquette, la pubblicazione a stampa in numero
limitato, numerata, firmata e corredata da incisioni d’autore
originali e non “fotocopiate” come in qualche
pubblicazione truffaldina si può vedere.
Naturalmente pochi sono gli studi e le case editrici che continuano
questa antica tradizione, il pubblico di intenditori, raffinato,
preparato, diciamolo pure con qualche soldo in più
da spendere per oggetti preziosi che arricchiscono le collezioni
private e pubbliche.
La Provincia di Alessandria,
il Comune e la SOAMS di Alluvioni Cambiò in provincia
di Alessandria, l’Associazione culturale “Dante
Selva Officina d’Arte” di Avigliana
hanno collaborato alla realizzazione della maquette in quanto
Il sogno di Costanza. La cascina delle Alluvioni, opera della
nota autrice di racconti storici Donatella
Taverna e...CONTINUA
Fethiye
Çetin
"Heranush,
mia nonna"
2008, Alet edizioni, Padova, 108 pp.
Francesco
De Caria
Negli
ultimi anni si è iniziato a sollevare il pesante coperchio
posto su uno dei tanti eccidi di massa, volti alla distruzione
di un popolo e della sua cultura, eccidi dei cui la Storia
è piena sin dall’antichità, ma che si
credevano impossibili nel XX secolo, quando invece episodi
come il massacro armeno del 1917, condotto con determinata
efferatezza eppure posto in secondo piano, neppur studiato
alle Superiori.
Nell’anno più
sfortunato del conflitto che coinvolse in pratica tutte le
potenze europee, in Turchia si procedette ad una epurazione
contro gli Armeni, eccidio programmato cui tratti si possono
accostare alla successiva e più nota shoah antiebraica.
Una serie di convenienze politiche, il programmato ingresso
della Turchia fra le potenze europee, hanno posto a tacere
orribili realtà storiche.
L’esordio è pacato: in un giorno dei nostri anni
...CONTINUA
Andrea
Lanza
Direttore
e ordinatore della biblioteca musicale del Conservatorio “Verdi”
di Torino, nonché illustre musicologo
Pubblichiamo
con grande piacere questo sonettino, che sonetto propriamente
non è secondo le regole metriche proprie, pervaso di
malinconia, come malinconici sono per convenzione i paesaggi
di certe zone d’Europa. Da notare
il mélange linguistico che intreccia parlata locale
a lingua nazionale: a parte moscatello che tutti sanno cos’è,
c’è sgura, cioè pulisce a fondo...CONTINUA
Parlando
di...
Saccaggi tra Eros e Pan a Tortona nel palazzo Guidobono
Di Francesco De Caria

L'Alessandrino
si dimostra sempre più territorio attento alle proprie
risorse culturali. Ci siamo soffermati in altre occasioni
su mostre, conferenze ed altre manifestazioni tese a far prendere
o a rafforzare la coscienza delle peculiarità dell'area,
peculiarità esterne chepure, ne siamo consci o meno,
son finite in quel sostrato che costituisce la personalità
di ognuno di noi
Il volume, ricco ed elegante per aspetto
grafico, è pubblicato in occasione della mostra in
onore del pittore allestita presso le sale espositive...CONTINUA
Da
Monasterolo, sabato 6 giugno 2009
di Francesco De Caria
[...]
il maestro Gianni Monasterolo, sabato 6 giugno alle ore 17
ha dato appuntamento agli amici appassionati di musica classica,
di poesia, di arte per un concerto in cui il Duo Génot,
Alessandra al violino e Massimiliano al pianoforte, ha offerto
un’esclusiva anteprima del concerto che terrà
l’11 giugno a Monaco di Baviera...CONTINUA
“I
pòrti di magnin” e “Magnin
littéraire”, aprile 2009: splendida carrellata
sulla cultura novecentesca del Monregalese e dintorni.
Di Francesco De Caria

Isola
di San Rocco al Ponte delle Ripe di Mondovi:
continua la splendida stagione artistica organizzata dall’Associazione
“Pòrti di magnin”, che ha preso nome dal
portico dei calderari della città. Sulla splendida
rivista – importante per contenuti che contribuiscono
a evidenziare aspetti di alto profilo della cultura torinese
sotto angolature talora pressoché inedite. Traccia
di questa preziosa attività rimane al di là
della necessaria natura effimera dell’esposizione...CONTINUA
Rivista
del mese di Dicembre 2008
Il
salotto di…
Gianni Monasterolo
di
Francesco De Caria
Vi
sono occasioni riservate agli specialisti o agli amatori di
particolari settori dell’arte, della musica, della poesia.
Si tratta della ripresa della tradizione del salotto che fra
Settecento e Ottocento le famiglie aristocratiche tenevano
nella propria casa: nell’Archivio del

Castello
di Masino, ad esempio, si conservano biglietti di invito
dei Valperga di Masino, la famiglia di Tommaso
Valperga..CONTINUA.
Parlando
di….Storie di vetro
di Donatella Taverna

Come
nella migliore tradizione degli artisti, Monica
Dessì cita e illustra,
ma non riesce a spiegare del tutto le ragioni del suo bisogno
indomabile di esprimersi nella forma: e in una forma non funzionalizzata
– respinge nettamente l’ipotesi di una lettura
“a design” del suo agire artistico – bensì
in assoluta libertà di ricerca, resa (forse) più
facile dal ricorso ad una materia come il vetro.
Il piccolo cartoncino che tenta per lei una spiegazione si
apre con alcune sue parole: “Ho
sentito sulla pelle il vetro, le forme e i colori e ho iniziato
a divertirmi con loro”; in realtà il suo
“divertirsi” consiste...CONTINUA
L'antico
complesso parrocchiale di Usseglio.
di Francesco De Caria
Le
valli di Lanzo, località di vacanza fra Ottocento e
prima metà del Novecento frequentata da artisti,
aristocratici e borghesi di discreto reddito - parallela e
“sorella minore” della Valle di Susa, i cui comuni
sono meta di villeggiatura ben più nota – conservano,
forse proprio per essere più “defilate”,
documenti più integri e notevoli di epoche passate,
sovente ancora da scoprire compiutamente, a parte il capoluogo.
Per il resto vi sono documenti delle parrocchie, archivi privati,
biblioteche ancora poco noti e in buona parte da riordinare.
Se un difetto bisogna denunciare, è infatti la scarsa
valorizzazione dei propri tesori: solo negli ultimi anni vi
è stata una certa ripresa di pubblicazioni, di studi,
di feste e folklore originari. La Società Storica delle
Valli di Lanzo è meritamente gloriosa e i documenti
e gli studi pubblicati sul suo bollettino sono davvero preziosi
ai fini della conoscenza di consuetudini e del territorio.
Per i tipi della Celid di Torino, è
uscito nel giugno scorso, in occasione dei restauri effettuati,
L'antico complesso parrocchiale di Usseglio, curato da Francesco
Pernice nell'ambito di una serie di quaderni del Ministero
per i Beni e le attività culturali e della Soprintendenza
per i beni architettonici e paesaggistici del Piemonte. L'abbandono
del complesso negli anni Cinquanta, quando fu ultimata la
nuova Parrocchiale, accentuò il degrado “strisciante”
del complesso, aggravato dal vandalismo. Solo nel 1998 –
è fatto recente la ripresa di...CONTINUA
Goya
e i disastri della guerra.
di Francesco De Caria
Vi
sono molti modi di mantener viva la memoria di eccidi pianificati,
di massacri freddamente progettati “a tavolino”,
purtroppo perpetrati da sempre nella storia dei popoli, da
quando Caino uccise il fratello; certi miti della teogonia
classica fanno risalire anche agli dèi la pratica dello
sterminio dei simili, per affermare il proprio potere. Vi
è ben stato chi ha predicato la pace e condannato sotto
ogni aspetto l'orrore della violenza, ma solitamente è
stato a sua volta messo a tacere con la violenza: la
storia del Novecento è piena di questi fatti storici,
alcuni eclatanti e continuamente rinnovati nella memoria –
lo sterminio degli Ebrei sotto il dominio nazista in primis
che tanta eco ha avuto ed ha nella letteratura e nella cinematografia
soprattutto – , le”purghe staliniane” e
altri passati sotto silenzio, per opportunismo politico, come
lo sterminio degli Armeni da parte dell'Impero turco nel 1917,
intessuto di indicibili efferatezze.
Anche una battaglia è un atto
di orribile violenza, anche una guerra: e le memorie
dei due conflitti mondiali, e soprattutto del secondo che
con i bombardamenti e con la guerra civile ha dilaniato dall'interno
il tessuto stesso delle popolazioni, ci sono tramandate da
opere letterarie e da raccolte di documenti quanto mai efficaci.
La guerra -anche in passato, quando non esistevano...
CONTINUA
Parlando
ancora di Giulio Bulgarelli
(1981
- 2007) di Donatella Taverna
Recensendo
il Diario di Giulio Bulgarelli, quasi tutti sono partiti
da un aspetto biografico, perché un evento del tutto
inatteso ha stroncato la vita del poeta a 26 anni. Certamente
un fatto simile non può non toccare o commuovere. Ma
anche molti altri letterati – Corazzini, Campana, la
Plath, Gozzano e perfino Leopardi, per fare qualche nome fra
i più noti – sino stati portati via dalla morte
più o meno precocemente, senza che ciò abbia
determinato alcun mutamento nella valutazione del loro scrivere.
Di fatto, quello che colpisce non è
un pur presente cammino da una poesia più adolescenziale
ad una più matura ( che molti commentatori si sforzano
di dimostrare “ compiuta” per dare un senso ad
un’esistenza, cosa peraltro fuor di luogo in queste
sedi ). E’ ben più
significativo esaminare l’aspetto linguistico, assolutamente
particolare e...CONTINUA
Andrea
LAJOLO, DONATELLA LESSIO
Le intronate,
Milano Joker,
maggio 2008, pp. 68.

Gli
autori, specializzati entrambi nell'ambito dello spettacolo,
l'uno partendo dalla prospettiva letteraria, il teatro alfieriano,
e dalla musica medioevale, l'altra laureandosi al DAMS sul
doppiaggio filmico in particolare di Marylin Monroe, compongono
queste parlate per giullara sola, come specifica il sottotitolo.
Si tratta di due pièces, perfettamente
parallele, suddivise in quattro scene ciascuna con gli stessi
titoli ( Lei, L'archipenzolo, Il tiglio della birra, L'acquaiòla),
ma con situazioni...CONTINUA

Alessandra
Paganardi
Tempo Reale, ed. Joker, Novi
Ligure 2008
Una
parola non basta, dicevi
Due sono troppe – non le abbiamo dette
O forse quella sola che restava
Non è arrivata in tempo. C’è chi scrive
- forse perché sul foglio le parole
sono spinose e gentili, reperti
di vita, lacci tesi a quell’astuta
volpe, trappole per fermare il male.
La tagliola è spuntata, lo sappiamo
- continuiamo a rifarla di parole.
Forse
questo scritto di Alessandra Paganardi riassume molto del
senso profondo e migliore della poesia del Novecento. Scrittrice
giovane, pluripremiata, la Paganardi si inserisce in una certa
continuità rispetto alle esperienze ermetiche moderate
– forse è banale dire che si è ben letto
Montale e Quasimodo e (raramente) ne rispecchia qualche timida
eco – ma raggiunge chiaramente una sua privata cifra
nello scrivere, rivelando...CONTINUA
Un
“voyage autour de ma… bibliothèque”
di Francesco De Caria
Una
figura speciale: discendente da una delle più antiche
famiglie aristocratiche d’Europa, insigne esponente
del corpo diplomatico, Livio Missir Mamachi
di Lusignano, è fra le rarissime persone che possono
permettersi di compiere itinerari all’interno delle
proprie raccolte, in particolare della biblioteca che le stesse
antiche origini della famiglia hanno incrementato di testi
rari e rarissimi. Nel testo che qui illustreremo,
egli si interroga su un’Europa che deve essere innanzi
tutto cosciente della propria identità, nonostante
tutti gli aspetti che possono suggerire il contrario: il Nord
e il Sud, l’Occidente, la cultura e la politica orientale
d’Europa. Un’Europa ricca e un’Europa sofferente;
un’Europa volta all’Est con il suo prezioso e
sconosciuto patrimonio culturale ed un'Europa rivolta all’Occidente
del Mondo. Livio Missir in
un suo libro che qui illustreremo, si chiede cosa ne pensassero
gli intellettuali che un secolo , un secolo e mezzo fa compivano
grands voyages, all’estremo Nord, nel Sud del Mondo,
in Estremo Oriente, incontrando turchi, greci, arabi, ebrei,
armeni, levantini in genere, e poi mongoli, cinesi...
CONTINUA
Le
suggestioni d’Oriente e del Settecento piemontese
fra i tessuti stampati di Arshile
(Walter
Falciatore - Susanna Fisanotti)
di Francesco De Caria
Le
arti applicate soprattutto, ma anche la cosiddetta Arte pura,
periodicamente si sono lasciate influenzare, sin dal Seicento
almeno, da motivi e tecniche esotici. Da anni ci soffermiamo
in varie sedi sulle interazioni fra arti applicate orientali
e arte occidentale: sin dalle corti medioevali provenzali
troviamo tracce sempre crescenti dell’influenza mediorienatale,
figurazioni di uccelli da rovo, da albero, di uccelli che
sorvolano gli oceani, fagiani e animali frutto della fantasia
sviluppata degli esploratori e dei mercanti. I principi europei
sovente trattenevano nei loro giardini, nella villa o nel
palazzo queste meraviglie che...CONTINUA
Gianni
Monasterolo,
insegnante al Conservatorio di Torino, appassionato della
ricerca di una cultura “altra” rispetto a quella
ufficiale, che già abbiamo presentato in queste pagine,
ci ha inviato questo suo “quadretto”
apparentemente “idillico” - il calore di
una baita, il ponfo della polenta nel paiolo, mentre attorno
c'è il gelo
L'allobrogo
sofista, ossia della barbera e della polenta
Il
silenzioso candore della neve è per lunghi tratti solcato
da
profonde orniere;

gli
alberi infreddolati e frufruanti si osservano
muti, interrogandosi con sguardi perplessi.
Tutt'ingiro
alla casa stalattiti di ghiaccio scendono come una
saracina dagli architravi, quasi a proteggerla da malgrate
intrusioni.
CONTINUA
Parlando
di... Monasterolo poeta.
di
Francesco De Caria
Pronto!?
Io
devo averci qualche problema
con il telefono
(Magari se tutti i miei problemi
fossero lì!)
Mi accosto con cautela al microfono
e lo sollevo
col braccio teso come un tedoforo
Lui fa tut... tut...
come se mi volesse schernire
Non siamo amici
quell'aggeggio non mi può soffrire
Mi guardo i diti
sono molto indeciso con quale
comporre il numero
col pollice o pur con l'anulare?
E quale numero?
Lo so bene chi voglio chiamare
è proprio inutile...CONTINUA
Parlando di…
Edoardo
Rubino (Torino, 1871-1954)
Gypsum
silente, sculture dallo studio di Edoardo
Rubino, a cura di Armando Audoli,
una lodevole e bella iniziativa de La
bottega di Luca e Antichità Sibona, che consente
di sogguardare dietro la tenda dello studio d’artista
di
Francesco De Caria
La
bottega di San Luca e l’Antiquario Sibona di Torino
hanno promosso una splendida mostra di opere in gran parte
presentate nello stadio predefinitivo di gesso o di bozzetto
in terra quale appare nello studio di uno scultore: in questo
caso illustre l’autore, Edoardo Rubino.
Tale prezioso materiale è stato disposto ed esposto
al pubblico nei locali della galleria di Palazzo Lessolo in
via Andrea Doria 10.
L’abbondanza dei pezzi e quindi il loro affollamento,
l’impiego di cavalletti e altri tavoli e supporti da
studio ha evocato con grande suggestione il bric – à-brac
di uno studio di scultore, un labirinto del quale... CONTINUA
Il
messaggio in bottiglia di Giulio Bulgarelli (1981 - 2007).
Diario, ed. Genesi, Torino 2008
di
Francesco De Caria

E’
sufficiente percorrere gli ultimi quaranta titoli dei duecentotrentatre
pubblicati dalla editrice torinese, per rendersi conto delle
scelte per la collana Scommessa: l’eterna domanda sul
senso dell’esistere in relazione al tempo, al dolore,
ai sentimenti, agli ideali, alle azioni che paiono più
degne di sorte privilegiata di prospettive a lungo termine,
almeno, se non “eterne”. E prospettive dall’essenza
più “tangibile” della dimensione eterna
proposta dalle religioni storiche.
Il senso della vita – nella prospettiva della sua conclusione
– pare...CONTINUA
Una
donna, una madre, una pittrice: Evangelina Alciati (1883-1959)
di Francesco De Caria
E’
stato presentato all’ultima edizione del Salone del
Libro da Donatella Taverna, uno degli autori, e da Gianni
Oliva, Assessore alla Cultura della Regione Piemonte, il volume
Evangelina Alciati pittrice, edito da La Finestrella Editrice
di Canelli.
Si tratta di una monografia corposa, che riguarda una delle
più note pittrici torinesi, famosa come ritrattista,
ma notevole in ogni genere di dipinto.
Certo riduttiva, infatti, la fama di abilissima esecutrice
di ritratti, anche se questa dote le permise di essere a contatto
con esponenti dell’aristocrazia e dell’alta borghesia:
le sue nature morte – pervase di acuta ironia, per chi
le legge in filigrana – i suoi ariosi paesaggi, le sue
figure che rimandano talvolta all’arte mitteleuropea
ne fanno un esponente di spicco della nostra arte; l’ironia
si legge nella stessa postura “troppo” dignitosa,
tale da sfiorare il sussiego di certe personalità,
che si saranno per contro compiaciute di essere ritratte con
tutti i segnacoli del proprio ceto sociale, come si legge
ad esempio nella metafora ...CONTINUA
L’arte
di Isidoro Cottino: un ventennio (1988 – 2008).
di Francesco De Caria
Sono momenti importanti per un autore, scrittore, pittore
o scultore che sia, quelli dei “consuntivi”, che
mostre e cataloghi fissano, in realtà più per
il pubblico e la critica che per l’artista: quelle che
il pubblico individua come fasi a se stanti sono momenti di
un flusso continuo, che traboccano una nell’altra, con
ripensamenti, corse in avanti, ritorni e così via.
E’
comunque con giustificato compiacimento che Isidoro Cottino
ha considerato le iniziative di Regione, Provincia, Comuni
di dedicare due mostre rispettivamente all’opera fra
il ‘72 e il 2006 e dal 1988 e il 2008 nella primavera
2006 nella Biblioteca Civica di Carignano ed ora fra aprile
e maggio presso i locali di Piemonte Artistico e Culturale
di Torino.
L’opera del pittore e incisore torinese (1938) percorre
un interessante itinerario dalla tradizione sia dell’impressionismo
francese (Montmartre), sia del paesaggismo piemontese, negli
oli degli anni Settanta, decennio che peraltro attorno alla
metà assiste ad una prima apparente “conversione”
ad una pittura che accoglie suggestioni da Dalì, da
Mirò, e in Piemonte da Italo Cremona e Mario Lisa e
da una fase della pittura Europea attirata dall’ambiguità
delle forme e delle situazioni – lo spaventapasseri
è, come in un dipinto di Franco Pieri degli anni Ottanta
tuttavia “metafisico”, insieme fantoccio e...CONTINUA
Goya,
Los Caprichos, fra Illuminismo e visionarietà romantica.
Vi
sono autori che appartenendo al patrimonio culturale comune,
finiscono per essere conosciuti ai più a orecchio,
si potrebbe dire, cioè alquanto superficialmente, se
non proprio solamente di nome. Tanto più oggi, quando,
avendo abbandonato la Scuola de facto e sovente per necessità,
almeno nell'istruzione primaria e in alcuni tipi di istituto
superiore, itinerari schematici ma efficaci nell'ambito della
ricostruzione del patrimonio culturale “classico”...L'Istituto
per la tutela, la conservazione, il restauro dei beni librari
e cartacei (IREL) di Torino ha promosso l'esposizione dei
Caprichos di Goya, accompagnata da un bel catalogo, curato
da Franca Porticelli, Gianni Vurchio, Carla Parsani Motti,
che si articola nelle sezioni Il
tempo di Goya, Tra fantasia e critica sociale, Los Caprichos,
gran teatro del Mondo, Los Caprichos, una proposta di lettura,
corredate dalle note biografiche sull'artista...CONTINUA
Il
tormento e l’estasi: Guido Reni e il soggetto di San
Sebastiano.
di
Francesco De Caria

A
parte del pubblico parrà una novità –
anche nel senso di una iniziativa poco edificante, se non
blasfema – la mostra
in atto a Genova, a Palazzo Rosso fino al 20 gennaio 2008,
curata da Piero Boccardo e Xavier F.Salomon, che ha come soggetto
le sette immagini, sette varianti, del Martirio di san Sebastiano,
dipinte a olio su tela da Guido Reni (Bologna 1575-1642),
come si sa, artista...CONTINUA
Senso
del segno e grandi auguri in piccolo formato
di
Francesco DE CARIA
C’è
in Torino – ma, crediamo in ogni realtà urbana
– una rete di circoli, di clubs, di gruppi spontanei
poi formalizzati anche burocraticamente, che riuniscono molti
appassionati o cultori di vari settori del lavoro, dello sport,
della cultura. A Torino "Il senso del segno" riunisce
un folto numero di pittori e di artisti dediti soprattutto
all’incisione, in tutte le sue declinazioni e in tutte
le tecniche, dispone di locali espositivi, torchio e relativi
attrezzi, e organizza visite di aggiornamento a mostre in
varie città d’Europa. L’attività
di questo gruppo è completata dall’organizzazione
di conferenze, che contribuiscono ad affinare la cultura...CONTINUA
Il
Palazzo Ducale di Genova, palazzi nobiliari, porto antico
e quartieri medioevali della Superba e soluzioni per i patrimoni
storici dei centri antichi.
di
Francesco DE CARIA
Genova,
la Superba, ha, naturalmente, un centro storico invidiabile
per antichità e per struttura – come del resto
altri centri di antiche origini. In decenni passati, diciamo
fra gli anni Cinquanta-Settanta, tali centri – degradati,
malamente abitati, semidistrutti – nel caso delle città
portuali- dai bombardamenti navali “alleati”,
costituivano un ostacolo, un pesante ingombro per l’espansione
degli edifici razionali e moderni, nuovi “idoli”
dell’architettura; fortunatamente dagli anni Settanta/Ottanta
la sensibilità si è “capovolta”
ed ha intrapreso la giusta strada dell’equilibrio fra
la conservazione e razionale fruibilità.
Parliamo qui di Genova, perché... CONTINUA
Pino
Mantovani. Una mostra e una monografia.
di
Francesco De Caria
Come
è noto a chi si interessa d’Arte figurativa di
ambito torinese, ma non solo, una delle personalità
più significative – perché raffinato artista
e fine critico/storico d’arte – è Pino
Mantovani, fra l’altro in un paesaggio sempre meno ricco
di figure incisive che alla produzione artistica di alto livello
affiancano lo studio e la conoscenza tecnica, legati anche
all’Insegnamento accademico dell’Arte. A chi pratica
il mondo della critica d’arte torinese, in fondo, non
affioreranno alla mente che pochi nomi, solo alcuni dei quali
reggono il confronto con la grande tradizione di un passato
non troppo lontano.
Presso la Sala Bolaffi di via Cavour
in Torino è stata presentata –corredata da una
mostra significativa che rende conto della formazione dell’artista,
in atto sino al 18 ottobre – la monografia curata da
Ivana Mulatero, dedicata a Pino Mantovani edita da Giulio
Bolaffi.
L’esposizione, ampia e soprattutto significativa, promossa
dalla Regione Piemonte, costituisce un ulteriore tappa...CONTINUA
Torino
fatta ad arte
di
Francesco De Caria
Una delle zone più interessanti
di Torino, della Torino elegante e carica di storia, via Carlo
Alberto, uno dei “salotti” della città,
abitati da famiglie appartenenti a una stratificazione di
classi sociali – come in tante altre strade, in primis
via Po – da famiglie aristocratiche, che tuttavia –
non ricchissime - cedevano ad affitto gli appartamenti del
secondo, del terzo piano, i sotttotetto...CONTINUA

AD
ISTANBUL, TRA PUBBLICHE INTIMITA’
di
Enrico Pietrangeli
“La
poetica di Enrico Pietrangeli è costruita su un’idea
antica ed epica di eroismo dove l’autenticità
è fissata dalla sequenzialità degli eventi scaturiti
dalla macrostoria. Il percorso a ritroso è scandito
da fatti bellici, dalle grandi guerre all’11 settembre,
ma è anche un tributo a maestri di poesia del passato,
da Baudelaire a Rumi fino ad Ungaretti al quale è dedicata,
oltre che una poesia, la chiusa della silloge: “M’illumino
di provvisorio”...CONTINUA
Edizioni
Il Foglio - ISBN: 978 - 88 - 7606 - 164 – 6Pagg. 86
- Euro 10,00
Collana
Autori Contemporanei Poesia
Direttore
Fabrizio Manini
Mario Gomboli
: L’assenza di Pinocchio.
di
Francesco DE CARIA
Ci
soffermiamo solitamente su queste pagine su opere e autori
non “soliti”, non certo non consacrati dalla fama
e dalla tradizione (anzi molti di loro sono oggi ricercatissimi),
ma “di nicchia”, che, non dovendo vivere della
propria arte, la esprimono quando davvero essa urge dentro,
o quando intendono abbandonarsi, fra tante cose seriose che
sovente sono necessarie al pane quotidiano – si fa per
dire – o all’assolvimento di tante incombenze
di ogni genere che la complicatezza della vita impone, a quel
divertissement “in-utile”, “fanciullesco”
che distingue...CONTINUA
Nel
Salotto letterario allestito
alla Famija Turinèisa,
arte figurativa, musica, poesia si incontrano.
di
Francesco De Caria
Era
di moda, un tempo, in Torino come in altre città, l’incontro
fra intellettuali tra i quali vi fosse un qualche filo che
mettesse in comunicazione i loro pensieri, nei salotti –
ed è cosa nota: gli inviti a stampa suonavano presso
a poco così: aujourd’hui, a cinq heures de l’après
midi, chez M.me ***, contrée ***, le poète (le
musicien, l’artiste …) *** lira au publique des
compositions poétiques – oppure présentéra
ses tableaux les plus récents,o ancora jouéra
au piano quelques unes de ses compositions … E gli invitati
affluivano numerosi – fors’anche per non urtare
il padron di casa che aveva...CONTINUA
Il
salotto delle Muse
LUCIA
ZANDRINO, Wunderkammer,
Statale 11 Editrice, Caldogno (Vicenza), 2007, pp.41
Prezioso
nella veste di libellum riservato agli amici e agli estimatori,
pretesto di un discorso più ampio, già denunciato
dalla dedica che, intrecciando esseri reali, legati alla biografia
dell’autrice, a esseri fantastici,ma non meno concreti
l’opera si apre nella presentazione programmaticamente
come bouleversement della presunta visione “solida”,
“saggia” che il mondo persegue. Ci si sforza in
un’attardata prospettiva positivistica, di possedere
leggi e regole di tutto anzi il numero che nuovi mondi scopra;
la fomula che apra nuove prospettive. Ma è illusione
che dura poco; eppure è proprio la passione del futuro
e del mistero ciò che dà senso all’esistere:
l’esserci trae la sua forza entro il ghirigoro. Il pensiero
- come il Drago – trae appunto forza...CONTINUA

Nei
suggestivi spazi di “appartamenti” del centro
storico di Torino splendide esposizioni dedicate all’Arte
fra Otto e Novecento.
di
Francesco DE CARIA
Un
tempo abitazioni abitate da generazioni di famiglie o da proprietari
che vi si sono succeduti, ora quasi un tempio dell’Arte
figurativa fra Otto e Novecento, una storia che conta nomi
un tempo immensi per usare un’espressione montaliana,
o quanto meno grandi, ammirati, contesi per piccole sculture
da salotto o per monumenti funebri – che avrebbero dovuto
eternare il committente in una società fortemente materialista
– o per monumenti che ancor oggi adornano le nostre
piazze….Alloati (figlio),Cellini, Ceragioli, Mazzonis,
Taverna e Terracini, Sandro Vacchetti, sono solo alcuni dei
nomi degli autori delle sculture che il pubblico e soprattutto
gli intenditori...CONTINUA
Forme
di Franco Mazzilli.
di
Francesco De Caria
Nell’articolato
panorama artistico e culturale torinese, nel quale da sempre
ha buon rilievo l’attività delle gallerie private,
a fianco della funzione di documentazione e stimolo offerto
dalle gallerie pubbliche, vanno sempre più accentuando
la propria importanza realtà “piccole”
– sovente nate da un’attività “di
supporto” all’Arte, laboratori di incisione, laboratori
da corniciaio soprattutto, ma anche librerie non necessariamente
specializzate nel ramo dell’Arte figurativa –
che organizzano veri e propri cicli di mostre e convegni nei
quali...CONTINUA
Hafid
Gafaïti
la gola tagliata del sole

poesie scelte
LietoColle - Collana AltreTerre
ISBN 978-88-7848-281-4 pagg 112 € 13,00
Recensione
di Francesco De Caria, Torino 21 aprile 2007
Un
riflesso d'Oriente a Carmagnola: l'arte di Hiroaki Asahara
al "Rondani".
di
Francesco
DE CARIA ... CONTINUA
Opere
in carta dell'artista giapponese
Hiroaki
Asahara
A
cura del Centro Studi Carmagnolesi
Museo Tipografico Rondani, via Santorre di Santarosa 12,
con
vetrina nella chiesa di San Rocco .
2/10
settembre
Inaugurazione: sabato 2 settembre ore 18.
Apertura: sabato e domenica 10,00-12,00 e 15,00-18,00 / feriali
17,00-19,00
Sabato 9 settembre, dalle ore 15,00 "Laboratorio
della carta", a
cura dell'artista, presso Museo Rondani.
Mario Gomboli
al Centro Studi Carmagnolesi:
uno sguardo all'arte del XX secolo.
di Francesco
DE CARIA
Gli
studi sulla scomposizione cromatica e sugli effetti ottici,
sulla scomposizione della forma e del movimento in relazione
al rapporto spazio-tempo, sugli effetti della materia considerata
in sé, a prescindere dalla "forma", il dilemma
se l'arte debba considerarsi autonoma, svincolata dalla realtà
o strettamente legata a questa, se l'arte sia un "gioco"
per astrarsi o per distrarsi o se costituisca lo sguardo più
profondo sulla realtà, al di là della ricerca
scientifica in tutti i campi, dall'Ottica, alla Psicanalisi,
alla ricerca sulle forme di comunicazione, elementi necessari
ad un'espressione artistica autentica, ma sopravanzati da
questa ...CONTINUA
Arte
al femminile: Lia Laterza.
di
Francesco DE CARIA
L'Arte
è Arte, non dovrebbe aver né sesso né
età. Pur tuttavia, dal momento che l'Arte, quando è
tale si capisce, sintetizza in sé ed esprime i momenti
più significativi dell'esistenza, è inevitabile
che il "tocco" maschile o femminile traspaia. Essenziale
che resti Arte: le contingenze non fanno che arricchirla.
Nel panorama artistico torinese a noi contenporaneo molte
sono le autrici di alto livello, garantito non solo da sensibilità
e cultura personali, ma anche...CONTINUA
Le
montagne di Alfredo Beisone.
di Francesco
DE CARIA
Dal
3 al 18 settembre è in atto la mostra Le mie montagne
di Alfredo Beisone. La mostra, ordinata da Mario Marchiando
Pacchiola presso la Civica Collezione d'Arte di Palazzo Vittone
in Pinerolo e patrocinata da AMARTE, dalla Pro Loco, nonché
dalla Città di Pinerolo mette in risalto...CONTINUA
30
aprile - 22 maggio
Palazzo Salmatoris, inaugurazione mostra
LE MANI NELL'ANIMA
Il fare nell'arte
Mostra collettiva di pittura scultura
incisione
Mani e anima: lo strumento
e il campo d'indagine dell'artista.
di FRANCESCO DE CARIA
Si
è appena conclusa la mostra d'arte a Palazzo Salmatoris
di Cherasco, quando inviamo la presente nota: ma di alcuni
eventi merita parlare, al di là del fatto contingente.
Le mani nell'anima: questo il titolo della manifestazione,
che ha visto esposte al pubblico opere di Agosti, Barovero,
Busso, Cervietti, Cottino, Fanelli, Gallina, Marchisio, Massari,
Preverino, Reviglio, Tamagnone. Che è a dire opere
di alcuni fra i più significativi artisti che operano
in Piemonte nel nostro tempo.
Ci ha colpiti, come ha colpito Pino Mantovani che ha curato
fra l'altro il bel catalogo edito dalla Regione Piemonte,
il titolo suggerito...CONTINUA

VICTORIA
SURLIUGA
UNO SGUARDO SULLA REALTA'. La poesia di Gianpiero Neri.
Edizioni Joker, Novi Ligure, aprile 2005.
La
recensione
a cura di Francesco De Caria - Torino 1 giugno 2005
Significativo
il volume di 217 pagine sin dalla copertina: elegante nella
partizione geometrica, nel bianco e nero e nelle nuances di
grigio da contrapporre ai colori gridati da rotocalco tanto
di moda, propone come "logo" una proiezione speculare
della serie "materiali di studio", e in parte del
titolo "Uno sguardo sulla realtà", già
a significare - per chi lo sa interpretare - la funzione della
letteratura e dell'Arte in genere quali proiezioni -deformate
in qualche modo - della realtà vissuta. E certamente
non facciamo riferimento a naturalismi o a realismi di vario
genere: giacché la linea, come la superficie dello
specchio costituiscono il confine fra il vissuto e la coscienza
del vissuto e, ancora, fra la coscienza e la possibilità
di esprimerla con gli strumenti con cui l'artista figurativo
o del suono o della parola ha a che fare, che in qualche modo
deformano il dettato originario.
Nato a Erba nel 1927 - quindi testimone...CONTINUA
Carla
Parsani Motti: un'artista, uno studio, un "esperimento"
di offerta culturale polivalente.
di
Francesco De Caria
Un
gruppo di artisti ha allestito da vari anni in Torino, in
via Duchessa Iolanda, uno studio specializzato, ha fondato
un'associazione dal nome suggestivo e significativo, Il senso
del segno, nei cui locali si incontrano artisti e critici
e pubblico comune in un dialogo fecondo. La profonda stima
nei confronti di una delle "anime" di questo gruppo,
un'amicizia pluridecennale, che è anche tale da consentire
di cogliere il sottosuolo, il retroterra dell'opera d'arte,
nella sua genesi non solo tecnica, ci inducono a soffermarci
sulla figura di
Carla
Parsani che impersona in qualche modo la figura dell'artista
quale è e quale deve essere, al di là delle
false immagini che troppo sovente i mass media hanno elaborato
e il pubblico ha recepito. Infatti alla solida preparazione
tecnica legata all'Accademia di Belle Arti e alla frequentazione
di sudi di artisti - un iter lungo, faticoso, dispendioso,
che impone scelte e quindi anche rinunce - ha affiancato l'insegnamento,
occasione preziosa per "chiarirsi" idee e conoscenze
tecniche, nonché per conoscere da vicino la "gente"
che costituisce il pubblico cui l'artista si rivolge, la sua
cultura, che può essere anche mancanza di cultura,
presunzione di cultura. Sarebbe doveroso citare le altre personalità
artistiche del gruppo, non solo per correttezza, ma per sincera
stima, perché tutti danno un apporto originale: ma
sono molte decine, almeno una settantina di iscritti, tutti
legati all'esercizio dell'arte incisoria, per cui, se non
tacciamo i nomi della Viarengo Miniotti, della Guasco, della
Caprioglio, della Mogavero, della Caravella, di Rocco, di
Soffiantino ... e della Laterza, della Nalli, di Ivo Stroppiana...
è solo per dare un'idea ora dell'apertura del gruppo
a varie esperienze espressive della quali chi è in
qualche modo introdotto nel mondo dell'Arte figurativa ha
cognizione. Nulla impedisce comunque di riprendere il discorso
compiutamente, auspicabilmente dopo incontri diretti con gli
artisti.
Carla Parsani, legata alle ascendenze in Val di Lanzo, zona
sostanzialmente sconosciuta e interessante per molteplici
aspetti, ha affinato il senso del mistero - anche in senso
religioso - che lega l'Uomo alla Natura e...CONTINUA
Parlando
di
Arte dell'incisione
di
Francesco De Caria
Scommettiamo
quel che si vuole che, se si chiedesse a un significativo
campione di pubblico, anche di cultura discreta - persino,
in qualche caso, elevata - che cosa sia l'incisione, pochi
sarebbero in grado di rispondere con esattezza. Eppure, non
conoscendo la tecnica di un prodotto artistico e le sue fasi
di produzione, non si apprezza gran parte del prodotto stesso.
E' il risultato di un allargamento apparente della cultura,
che ha condotto ad una superficialità che si accontenta
del sentito dire.
E' allarmante questo fenomeno, quando accade che anche gli
addetti ai lavori si trovino disarmati di fronte a prodotti
di tecnologie antiche, tramandate nei secoli sino ad oggi
e poi disperse per vari fattori, economici, culturali, di
gusto... E' allarmante soprattutto quando si tratti di interventi
di restauro. Ma il discorso sarebbe lungo e molto più
articolato e lo si riprenderà all'occasione.
Anche i riflessi sul mercato sono di notevole portata: confusioni
con volgari stampe sono all'ordine del giorno. Ed è
qui che la conoscenza tecnica fornisce solidi parametri di
scelta.
Vari sono i tipi di tecnica incisoria: vi è ad esempio
quella con matrici di legno (silografia), per cui si incide
con apposite sgorbie una tavola di legno duro, lasciando in
rilievo le parti che si intende restino impresse sul foglio,
si inchiostra la tavola incisa con inchiostro "grasso",
si asportano gli eccessi e si preme con un torchio - ma non
sempre - la tavola su un foglio di carta spessa, precedentemente
inumidita ... Fu una tecnica anche "popolare": le
carte da gioco e "i santini" di un tempo si ottenevano
in questo modo.
Gutenberg
nel XVI secolo si basò su questa tecnica: la sua vera
invenzione furono i "caratteri mobili" per cui ogni
lettera era praticamente una silografia e si potevano comporre
all'infinito infinite parole. Con questa tecnica a metà
del Cinquecento si stampò anche la Bibbia; sia i Riformati,
sia i Cattolici fecero largamente uso dell'arte incisoria
nei secoli successivi per immagini e immaginette, tavole descrittive,
fogli di canto e di preghiera, brani di Scritture ... Tuttavia
notevoli sono stati certi esiti anche in artisti del XX secolo,
sui quali ci proponiamo di soffermarci in qualche prossimo
intervento. La "durezza"stessa del segno ottenuto
per lo più con la silografia ha un grande portato di
significati...CONTINUA
Excusatio non
petita ...
Permesso?
C'è davvero da chiedere "permesso", e ci
vuole un tot di faccia per entrare nel mondo già tanto
ricco - tanto da essere labirintico - delle cose che si pubblicano,
sulla carta stampata, via etere, in internet... sicché
l'utente si perde più che orientarsi, perde certezze,
perde interesse a questa o a quella cosa, dal momento che
gli stimoli si accavallano e lo stordiscono.
Eppure, fra i tanti che si affacciano a questa ribalta, abbiamo
tentato anche noi ... E tentiamo prima con il "nuovo"
mezzo elettronico che sulla carta stampata. Bella trovata!
si dirà; la carta costa, la stampa e la confezione
non si dice di una rivista, ma anche di un foglio non è
cosa da poco; internet costa poco, ma tende a dissolversi
nella miriade di cose che si dicono e si pubblicano. Sarà,
ma tentiamo. La certezza di un esito non c'è mai, non
c'è più. Tuttavia tra il non far nulla e il
tentativo ci par meglio il secondo. Comunque ci si espone
e si esce dal nido rassicurante, tanto da essere alla lunga
soffocante e da tarpare l'individuo con l'alibi pericoloso
che offre.
Ci si propone qui di parlare di "forme alternative"
non tanto di espressione artistica - campo nel quale l'essere
alternativo ha finito con il costituire la consuetudine, mentre
l'alternativo autentico finisce di essere chi ha una solida
preparazione tecnica, una conoscenza dei materiali profonda,
una competenza nello svolgersi delle espressioni artistiche
in relazione con le committenze e con i fruitori - quanto
di presentazione al pubblico del prodotto artistico nelle
sue varie forme, dalla musica, all'arte figurativa, alla letteratura,
dal momento che il costo elevato e per qualcuno insostenibile
della presentazione "ufficiale" in sedi deputate,
gallerie, circoli culturali e via dicendo finisce con lo stravolgere
il panorama culturale di una città, presentando solo
ciò che "rende" e ciò che attira pubblico.
Accenneremo così a qualche iniziativa privata, che
potrebbe avere un antenato nel salotto d'un tempo, all'incontro
al caffè, in luoghi in cui si faceva arte o letteratura
o musica proprio incontrandosi. E lo faremo perché
troppe volte abbiamo visto mortificate iniziative meritevoli
invece di attenzione; o perché penosamente l'opera
di tanti scrittori, artisti, musicisti è finita sulle
bancarelle di qualche mercatino, perché i loro appartamenti
o i loro studi sono stati disfatti senza alcuna sensibilità
o attenzione, proprio perché la loro opera era scivolata
nel silenzio e non per scarso valore ... Ci è pur capitato
di salvare opere - poi "girate" ai Musei - buttate
nel cassonetto in seguito ad un trasloco, ad uno sgombero,
morto l'artista ... Magari quanto qui si dirà offrirà
occasione di qualche riscoperta o scoperta che contribuisca
ad un rinnovamento dei soliti canoni, che il Munari già
a suo tempo prendeva abondantemente in giro ... E così
ci capiterà di parlare di letteratura "minore"
- ma in base a che, ai gusti del pubblico diventati pietra
di paragone assoluta per via dei riflessi di mercato? Di musica,
di artigianato, di cinema ...
A seurt quandi ch'a peul, esce quando può, era stampato
su un periodico di cultura piemontese che tanti talenti ha
pure scoperto. Allora si faceva riferimento non tanto al denaro
- c'erano esponenti illuminati della ricca borghesia, inquieta
e intelligente a finanziare - quanto alla disponibilità
dei collaboratori, tutti impegnati in altre attività,
non professionisti della carta stampata, che si erano ritagliati
il proprio cantuccio ... Nel nostro caso possiamo far riferimento
al tempo, alle occasioni, ai costi, anche se internet consente
tante cose.
Ma per ora, basta così. "Parlando", dialogando
con la r |