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Da ottobre 2005, è in libreria:

ORGASMO DEL CUORE


PREFAZIONE

di MONIA B. BALSAMELLO


Eugenio Montale, nel 1946, in un'intervista immaginaria su "La rassegna d'Italia" (a.I, n.I), si pose delle domande e dette poi le relative risposte (… anticipando di molti anni Gigi Marzullo). In quella sede affermò che "Il bisogno di un poeta è la ricerca di una verità puntuale, non di una verità generale. Che canti ciò che unisce l'uomo agli altri uomini ma non neghi ciò che lo disunisce e lo rende unico e irripetibile." Un modo, questo per sottolineare come la Poesia sia un misterioso intreccio tra dinamiche quotidiane e sospensioni immaginifiche, del tutto intime e personali. Sia una via di distinzione che non deve diventare isolamento o esclusione. Il suo scopo è infatti il confronto. Solo se così intesa e concepita, potrà poi accadere l'incontro col lettore, quel mischiarsi tra occhio e parola che trascende il foglio ed approda nel circostante, smaterializzando i concetti perché diventino aria e sangue in circolo. Poesia, insomma, come esperienza tangibile, come specchio di qualcosa che dal profondo impenetrabile viene traghettato al visibile ed inizia il suo viaggio di condivisione.
È così che Andrea Lunardi si addentra negli attimi, nei giorni, in ciò che percepisce attorno a sé e lo fa vibrare: senza velleità assolutistiche, senza piedistalli o imposizioni saccenti. Il grande input di fondo è l'energia interiore, la voglia di dire e restituirsi agli altri con genuina partecipazione.
Le sue liriche a volte amano il ripetersi di alcuni versi, come ritornelli di un canto che invita alla coralità ("Mi sento così vivo, pulsante d'amore e di passione per tutto."), altre ancora indulgono nella parola rapida, incisiva e perentoria, che pretende attenzione e colpisce ("Coraggio/ Passione/ Fede/ Testardaggine/ Fame di vittoria."). Tutto, in questa silloge, respira intensamente, sferza, scuote senza lasciare mai vera tregua, senza mollare l'intenzione. C'è lo spirito e c'è la carne, la sosta dopo la delusione e la spinta per ricominciare. C'è l'idea che la vita sia un flusso inarrestabile da non subire ma cavalcare, una scommessa che non deve spaventare ("Sì, perché vincere, oggi, significa raggiungere/ l'impossibile…/ Si può fare."). La caratteristica più evidente, qui, è la riconoscibilità dei sentimenti evocati: tutto si snoda in modo chiaro, senza metafore elusive o fuorvianti. La volontà è di spingere il lettore a seguire le emozioni dell'Autore, a credere in lui attraverso i suoi versi, a sentirne tutte le implicazioni umane ed intime. Non evocare, dunque, ma dire, con uno stile che si avvicina nelle intenzioni alle sferzate lirico-narrative di Raymond Carver, il quale riteneva che le poesie dovessero sempre avere un argomento, in particolare riferirsi a quel che l'Autore pensava o provava nel momento in cui le scriveva. Andrea Lunardi ama la concretezza nello scrivere, anche quando affida il suo mondo interiore alla sintesi di un testo poetico. Questa silloge diventa così un dialogo continuo col lettore, anche grazie al frequente uso di espressioni colloquiali e dirette ("Sai che non mi sfogo mai? Allora?/ Eh sì, sono un alterato, di emozioni un concentrato"),che mirano ad abbattere distanze, a mettere a nudo debolezze senza autocommiserazione, a prendere per mano senza cercare compassione o assoluzioni. Perché la vita è tutto: una sfida, un'arresa, una ripresa, un bacio negato, un altro sognato, una pacca sulla spalla, uno sbaglio da rimediare, una vittoria da festeggiare. Ed Andrea Lunardi vuole restituirla a noi con ogni possibile sfumatura e sempre con un sorriso forte e determinato. Ed il sentimento che più di tutti ci coinvolge e ci rende complici, l'amore, è tratteggiato con lucidità e visto sempre come un'occasione di crescita e miglioramento, anche quando non viene ricambiato e c'illude, consapevole il Poeta che gli unici artefici di ogni illusione siamo sempre e solo noi ("Amami./ Chiama il mio nome/ più volte durante il giorno/ e pronuncia,/ prima al mio orecchio e poi a voce alta,/ le parole magiche/ che muovono il mondo dai tempi più antichi,/ così/ capirò di aver scavalcato/ l'ultimo ostacolo,/ il più alto e scivoloso.").
Se la Poesia, in genere, non ha come scopo quello di veicolare messaggi assoluti e generali, qui diventa però una voce positiva, una spinta energica di reazione, un invito alla solarità non banale o scontata, ma frutto di un lungo percorso tra ombre e profondità, che solo se davvero vissute sanno poi apprezzare la luminosità dell'esterno.
Un "Orgasmo del cuore" che trascina traboccando di sé e lascia poi una serena sensazione di consapevolezza.
Troverete bellezza, dunque, in queste liriche. Che non è altro che l'attimo perfetto in cui coincidi davvero con te stesso. L'attimo in cui sei lì, né prima né dopo: esattamente quando serve. Quando sei, di te, ogni cosa. Centro e margine, Ponente ed Occidente, Sud che tende al Nord e Nord che gli risponde.