Pubblichiamo
con grande piacere questo sonettino, che sonetto propriamente
non è secondo le regole metriche proprie, pervaso di
malinconia, come malinconici sono per convenzione i paesaggi
di certe zone d’Europa. Da notare
il mélange linguistico che intreccia parlata locale
a lingua nazionale: a parte moscatello che tutti sanno cos’è,
c’è sgura, cioè pulisce a fondo, raschiando
ogni gromma, arnese il cui corrispettivo piemontese asia ha
un significato più ampio che in italiano, e in questo
caso fa riferimento al corpo. E montalianamente, del
Montale che echeggia il Dante dell’Inferno, le buse
(sterco bovino), il fango, e maliziosamente il rosmarino umile
pianta da cucina che fa rima con Regal Torino, non degli idealisti,
ma dei politici e degli affaristi. Ci ha onorati
della collaborazione in questo caso Andrea
Lanza, Direttore e ordinatore della biblioteca musicale del
Conservatorio “Verdi” di Torino, nonché
illustre musicologo.
Francesco De Caria
Sonettino
in Bretagna
di Andrea Lanza
Nei pinnacoli
di chiese
Cattedrali lo sguardo schietto
Di bimbe dai culetti alteri.
Piadine d’orzo e nei bicchieri
Un moscatello un poco
Aspretto
Che sgura dentro il vecchio arnese.
Son persi
ormai questi
Contorni
Con buse, fango e rosmarino
Nella nuova Regal Torino
Del Chiampa, di Eva e di Marchionni.
|