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nasce nel firmamento
un nuovo portale
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- dedicato alla comunicazione in ogni sua forma. Inviateci
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Sarà una "piazza", una sala, un salotto in
cui quelle voci ridotte al silenzio per motivi a volte molto
meno nobili di quelli politici, semplicemente di mercato,
potranno riaffiorare, farsi sentire attraverso interviste
o chi sa, in un futuro, attraverso momenti di incontro, mostre,
concerti, rappresentazioni... E chi vorrà ascoltare,
vedere, udire qualcosa di non così noto potrà
farlo...CONTINUA
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il
salotto di...parlando
Arte
Letteratura Cinema Musica Teatro Mostre Televisione
a
cura del Prof. Francesco DE CARIA
Senso
del segno e grandi auguri in piccolo formato
di
Francesco DE CARIA
C’è
in Torino – ma, crediamo in ogni realtà urbana
– una rete di circoli, di clubs, di gruppi spontanei
poi formalizzati anche burocraticamente, che riuniscono
molti appassionati o cultori di vari settori del lavoro,
dello sport, della cultura. A Torino Il senso del segno
riunisce un folto numero di pittori e di artisti dediti
soprattutto all’incisione, in tutte le sue declinazioni
e in tutte le tecniche, dispone di locali espositivi, torchio
e relativi attrezzi, e organizza visite di aggiornamento
a mostre in varie città d’Europa. L’attività
di questo gruppo è completata dall’organizzazione
di conferenze, che contribuiscono ad affinare la cultura
e il gusto degli artisti, che con umiltà, si pongono
in “ascolto” dell’Arte, cercano di carpire
e approfondire i segreti dei grandi maestri: e, si badi,
non si tratta di dilettanti, bensì di artisti usciti
dall’Accademia o dallo Studio di qualche maestro.
Al pubblico il circolo offre l’attività espositiva,
la possibilità di seguire conferenze o serie di conferenze
gratuitamente e senza alcuna preclusione di sesso, di età,
di professione,di livello culturale. Dunque una risorsa
che si aggiunge alle tante che la realtà torinese
– nella quale fra l’altro il volontariato raggiunge
livelli davvero confortanti – presenta.
Fra le varie mostre allestite durante questo anno culturale
dall’ associazione, da sottolineare la mostra dedicata
al biglietto di auguri d’arte, tuttora in atto. Il
tema e la coincidenza con il periodo natalizio potrebbero
trarre in inganno il pubblico, a detrimento dell’iniziativa,
che immeritatamente rischia - nel titolo - di essere banalizzata
con l’equivoco fra il biglietto d’auguri e il
“regalino” all’amica o al parente. Si
tratta in realtà di opere d’arte incisoria
stampate in numero limitato. Sono anche occasione di doni
d’arte, in cui paesaggi, figure, nature morte, scorci
di montagna, immagini oniriche, simboliche, apparentemente
naturalistiche, di ventotto autori esprimono il senso di
contemplazione del paesaggio montano, ora aspro, ora dolce,
ora austero, praticato sin dalla preistoria, pieno di mistero,
rifugio di gruppi di eretici e di masche, un paesaggio in
cui le rocce hanno spesso profili umani. Altre opere evocano
l’intimità dei salotti o degli studi d’artista;
altre ancora riprendono scorci di Torino, alcuni della città
odierna, molte della Torino antica e secentesca, con il
suo particolare barocco. In tutte le incisioni comunque
c’è lo sguardo indagatore dell’artista
che – grazie alla cultura e ad una particolare sensibilità
– sa evocare quanto sta dietro l’apparenza che
il pubblico comune, indaffarato e distratto da mille occupazioni
e preoccupazioni, non sa, non può cogliere. Anche
in questi cartoncini è evidente la funzione dell’artista
di mediare fra realtà oggettiva e realtà psicologica
e sostrato culturale e di scrostare dalla banalità
gli aspetti della vita comune. Questa funzione è
particolarmente evidente nella mostra cui facciamo riferimento,
cui tuttavia si potrebbero aggiungere le altre che varie
gallerie propongono, da quella di Nick Edel, specializzato
nel ritrarre gli animali selvatici nel loro ambiente, ai
dipinti che altri spazi espositivi propongono, “remando
controcorrente”, come tutta l’Arte che mostra
la sostanza non banale della realtà che viviamo.
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