
Un
riflesso d'Oriente a Carmagnola: l'arte di Hiroaki Asahara
al "Rondani".
di
Francesco
DE CARIA
Splendida
è stata resa dai recenti restauri la sede del Museo
Tipografico "Rondani" di Carmagnola: macchine
tipografiche, tipi di piombo, presse, tamponi, strumenti
vari, grandi e piccoli, nonché storici prodotti della
tipografia carmagnolese accolti in locali affascinanti,
restaurati, ma non resi asettici, caratterizzano uno dei
tre musei del settore presenti in territorio piemontese:
oltre a questo, il Museo Civico della Stampa in Mondovì,
l'Archivio Tipografico di Torino.
Nella complessa realtà accattivante di per sé,
ogni anno, come ormai è tradizione, viene esposta
un'antologica dell'opera di un maestro dell'arte figurativa:
chiaro il nesso fra Arte e Tipografia, il foglio di carta
che in entrambi i casi fa da supporto, sovente esso stesso
nel ruolo di protagonista o di coprotagonista. Chiaro anche
il nesso fra carta e territorio, dal momento che dai canapali
della pianura carmagnolese proveniva la materia prima necessaria
alla fabbrica di carta.
Hiroaki
Asahara (Tokyo 1944), formatosi artisticamente in terra
giapponese, vive in Piemonte dal 1965: Paulucci e Cherchi
hanno perfezionato la sua arte all'Albertina. A chi osserva
i suoi prodotti artistici, non può sfuggire l'enfatizzazione
dell'elemento che per lo più, nell'arte occidentale,
è supporto dell'opera d'arte: la carta che l'artista
adopera è prodotta da lui stesso, a mano, secondo
antichi procedimenti che i maestri cartai ben conoscono.
Il nostro artista impreziosisce - con una tecnica raffinata,
ma non unica - l'impasto con elementi naturali, petali,
foglie, frammenti di corteccia, a seconda delle stagioni,
sicché il foglio trattiene in sé come un respiro
della natura. La superficie stessa può essere impreziosita
dalla traccia in rilievo lasciata da foglie, cortecce, grani
di riso, con la tecnica antica della filigrana, ma anche
con un rimando a quelle sperimentazioni che artisti degli
anni Sessanta - Settanta mettevano in atto guardando all'Oriente
e alle tecniche artigianali come a nuova fonte di ispirazione
all'epoca contrapposte alla massificazione del prodotto
e del gusto. Traccia di presenze, che trattiene qualcosa
del fascino della traccia fossile.
La
carta prodotta da tale preziosa tecnica viene sovente montata
su un altro supporto che "sa d'Oriente" e insieme
di artigianato, il midollino, con il quale non solo si confezionavano
oggetti d'uso, ma anche mobili, suppellettili d'arte che
arredavano case "alla moda" dopo che il Liberty
fra Otto e Novecento aveva spalancato le porte all'Oriente
e all'Esotico.
Come afferma l'artista stesso in un'intervista al periodico
Memorandum del Centro Studi Carmagnolesi, la ricerca artistica
tende a raggiungere il perfetto equilibrio fra tendenza
al controllo della forma e resistenza della materia - in
questo caso del supporto divenuto esso stesso materia artistica
ed espressiva - in un dialogo che trattiene in sé
il fascino dell'Idea che si incarna in una Materia non succube
ma coprotagonista.
Anche
altri fattori intervengono all'immagine che l'opera dell'artista
crea assieme ad altre forze insite nella materia: la luce,
sia negli oggetti tridimensionali, sia nelle superfici appena
increspate, sia sulle superfici riflettenti; la sensazione
stessa di levità che suscitano le opere suscitano,
alcune delle quali tendenti ad evocare vere e proprie forme
d'aria; la fragilità. Insomma aspetti di un sentire
altro rispetto alla concretezza cui la cultura occidentale
ci ha educati.
E' così che la lezione dell'arte orientale torna,
dopo decenni, dopo la "scoperta" o la "riscoperta"
che ne fecero il Munari ed altri, a indicare altre vie rispetto
a quelle tradizionali, accademiche.
Visitando la mostra del maestro giapponese, soffermandoci
dinnanzi a certe opere suggestive, non potevamo non evocare
alla mente - e lo facciamo qui per un più vasto pubblico
- un grande artista che il Piemonte può annoverare,
scomparso prematuramente da qualche anno: Renzo Igne di
Castellamonte, fra l'altro della stessa generazione Anche
nella sua ricerca la superficie della terra era impreziosita
o resa enigmatica da inserzioni di altro materiale che bruciando
al fuoco del forno lasciava traccia di sé - con grande
effetto estetico, ma anche con accenni di meditazione più
profonda - foglie, frammenti di corteccia, metalli a basso
punto di fusione
Come a dire che l'Arte figurativa
insiste - in un'epoca di superficialità e di ricerca
dell'effetto - nella denuncia della precarietà e,
implicitamente, sulla necessità della ricerca dell'essenza.
Opere
in carta dell'artista giapponese
Hiroaki
Asahara
A
cura del Centro Studi Carmagnolesi
Museo Tipografico Rondani, via Santorre di Santarosa 12,
con
vetrina nella chiesa di San Rocco .
2/10
settembre
Inaugurazione: sabato 2 settembre ore 18.
Apertura: sabato e domenica 10,00-12,00 e 15,00-18,00 /
feriali 17,00-19,00
Sabato 9 settembre, dalle ore 15,00 "Laboratorio
della carta", a
cura dell'artista, presso Museo Rondani.