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Vivere in un incubo, di Andrea Lunardi -
L'animo
di Andrea Lunardi, uno dei più sensibili autori contemporanei.
Handicappato dalla nascita,
24 anni e mezzo, ma non mi sono mai sentito tale... Fino
ad oggi, perché oggi è successo, sì.
Una sensazione d'inferiorità totale rispetto a qualsiasi
cosa esistente in questo mondo, d'impotenza verso tutto
ciò che succede in ogni preciso istante.
Non poter far niente per sfuggire da quella gola profonda
che t'inghiottisce ogni giorno di più assaporando
il tuo dolore intenso maturato dall'evolversi della tua
vita. Il brutto è che non è finita, no, non
sei morto, respiri ancora e questo significa che la maturazione
del dolore continuerà e porterà al marcio,
perché le cose troppo mature poi marciscono, si sa.
Già, penso alle mie canzoni che se non le scrivo
subito poi non le ricordo più, perché marciscono
maturando più del dovuto.
Istanti più pesanti di anni e anni vissuti con cappi
al collo barcollando su un pilastro crepato. Vivo da sempre
con quel cappio al collo che non posso togliere e nemmeno
tagliare, ma soltanto allentare e poi devo farlo con dolcezza,
perché...LEGGI
LA LETTERA

Buon
Natale e felice anno nuovo da Parlando.it !!!
La
vera storia di Babbo Natale
Babbo
Natale è realmente esistito (e, diciamocelo fra noi,
esiste ancora!): si tratta di San Nicola. Nato a Patara,
in Turchia, da una ricca famiglia, divenne vescovo di Mira,
in Licia, nel IV secolo e forse partecipò al Concilio
di Nicea nel 325. Quando morì le sue spoglie, o le
presunte tali, vennero deposte a Mira, dove rimasero fino
al 1087. In quell'anno vennero trafugate da un gruppo di
cavalieri italiani travestiti da mercanti e portate a Bari,
città di cui divenne il santo protettore, e dove
sono tutt'ora conservate.
Negli anni che seguirono la sua morte, si diffusero numerosissime
leggende. Una tra le più famose e confermata da Dante
nel Purgatorio (XX, 31-33) è quella delle tre giovani
poverissime.
Nicola, addolorato dal pianto e commosso dalle preghiere
di un nobiluomo impossibilitato a sposare le sue tre figlie
perché caduto in miseria, decise di intervenire lanciando
per tre notti consecutive, attraverso una finestra sempre
aperta del vecchio castello, i tre sacchi di monete che
avrebbero costituito la dote delle ragazze. La prima e la
seconda notte le cose andarono come stabilito. La terza
notte San Nicola trovò la finestra inspiegabilmente
chiusa. Deciso comunque a mantenere fede al suo proposito,
il vecchio dalla lunga barba bianca si arrampicò
sui tetti e gettò il sacchetto di monete attraverso
il camino, dov'erano appese le calze ad asciugare, facendo
la felicità del nobiluomo e delle sue tre figlie.
In altre versioni posteriori, Nicola regalava cibo alle
famiglie meno abbienti calandoglielo anonimamente attraverso
i camini o le loro finestre.
In ogni caso San Nicola divenne, nominato da Gesù
Bambino in persona,'portatore di doni', compito eseguito
grazie ad una slitta trainata nel cielo da ben 8 renne nella
notte di Natale. I nomi delle renne? Non sono così
difficili: Dasher, Dancer, Prancer, Vixen, Comet, Cupid,
Donder e Blitzen.
Il nome olandese del santo, Sinter Klaus, venne importato
in America dagli immigrati come Santa Klaus (abbreviazione
di Sanctus Nicolaus), la cui traduzione in italiano è
solitamente Babbo Natale.
Fonte:
www.babbonatale.biz

Da
ottobre 2005, è in libreria:
ORGASMO
DEL CUORE
di
Andrea LUNARDI PREFAZIONE
di
MONIA B. BALSAMELLO

Carte Blanche
Volterrateatro "Compagnia della Fortezza"
(I
Pescecani, Sing Sing Cabaret, Il Libro della Vita)
Produzioni
per la stagione 2005/2006

Violenza negli stadi. Esiste
una soluzione? Intervista
a Corrado Zunino
di
Loris LIUZZI
Era,
o almeno doveva essere, una normale giornata di sport. Il
6 maggio del 2001 allo stadio Meazza di Milano, teatro delle
gesta di due grandi squadre come Milan e Inter, accade qualcosa
di inaspettato: si sta giocando Inter - Atalanta, la squadra
nerazzurra sta avendo la meglio per 3-0 e alcuni tifosi
locali decidono di gettare dall'anello superiore dello stadio
uno scooter rischiando di travolgere e ferire diverse persone.
E' l'ennesimo triste episodio di violenza negli stadi.
"E'
un problema di cui si comincia a parlare seriamente con
la nascita del movimento Ultrà, agli inizi degli
anni '70",
ci riferisce Corrado Zunino, giornalista, che si è
occupato a lungo della questione,
"anche se episodi di violenza
allo stadio risalgono addirittura alla metà dell'ottocento,
in Inghilterra, dove qualche arbitro... L'INTERVISTA
La
Galleria White Project presenta le personali di:
Christian
Caliandro " Una
questione privata "
Michelangelo Consani
" Anarchica
morte di un occidentale "
Testo
critico a cura di Alessandra Poggianti e Paolo Emilio Antognoli

Dal
30 settembre 2005, è in libreria:
LA STRETTA
DEL PITONE
di Franco Forte
(Mursia)
Le vittime calzano sandali e un costume da bagno, la scena
del delitto si ripete tragicamente uguale, oscuri pittogrammi
straziano la pelle delle vittime del Pitone, un assassino
che uccide... CONTINUA
IN
CIRCOLO di
Giulio MARCHETTI
"Soltanto
il fluire può donare la Vita!"
Recensioni
di Cesarina Deli e di Alessandro Di Nicola

Mario Gomboli
al Centro Studi Carmagnolesi:
uno sguardo all'arte del XX secolo.
di Francesco
DE CARIA
Gli
studi sulla scomposizione cromatica e sugli effetti ottici,
sulla scomposizione della forma e del movimento in relazione
al rapporto spazio-tempo, sugli effetti della materia considerata
in sé, a prescindere dalla "forma", il
dilemma se l'arte debba considerarsi autonoma, svincolata
dalla realtà o strettamente legata a questa, se l'arte
sia un "gioco" per astrarsi o per distrarsi o
se costituisca lo sguardo più profondo sulla realtà,
al di là della ricerca scientifica in tutti i campi,
dall'Ottica, alla Psicanalisi, alla ricerca sulle forme
di comunicazione, elementi necessari ad un'espressione artistica
autentica, ma sopravanzati da questa ...CONTINUA

Arte
al femminile: Lia Laterza.
di
Francesco DE CARIA
L'Arte
è Arte, non dovrebbe aver né sesso né
età. Pur tuttavia, dal momento che l'Arte, quando
è tale si capisce, sintetizza in sé ed esprime
i momenti più significativi dell'esistenza, è
inevitabile che il "tocco" maschile o femminile
traspaia. Essenziale che resti Arte: le contingenze non
fanno che arricchirla. Nel panorama artistico torinese a
noi contenporaneo molte sono le autrici di alto livello,
garantito non solo da sensibilità e cultura personali,
ma anche...CONTINUA

Le montagne di Alfredo Beisone.
di
Francesco DE CARIA
Dal
3 al 18 settembre è in atto la mostra Le mie montagne
di Alfredo Beisone. La mostra, ordinata da Mario Marchiando
Pacchiola presso la Civica Collezione d'Arte di Palazzo
Vittone in Pinerolo e patrocinata da AMARTE, dalla Pro Loco,
nonché dalla Città di Pinerolo mette in risalto...CONTINUA

Emanuele
Rubini: uno scultore, un profeta
Di Ivy
Mefalopulos
Bitonto
- Visitare lo studio dello scultore Emanuele Rubini può
rappresentare un'emozione straordinaria. Il suo modo di
scolpire, usa solo mazzola e scalpelli nell'epoca delle
macchine, sfugge alle convenzioni, infatti l'artista interviene
direttamente sul marmo, con furia, come se stesse cercando
di liberare un'entità prigioniera del blocco informe.
La maggior parte del suo lavoro l'artista lo esegue di notte,
come gli alchimisti praghesi che tentavano di trasformare
il piombo in oro.
Assistiamo al suo lavoro combattuti da sentimenti opposti:
da un lato ci sentiamo respinti come se la nostra presenza
potesse turbare l'immersione dell'artista nella sua opera,
dall'altra siamo attratti come se una parte di noi si immergesse
nella creazione di marmo seguendo i sentieri invisibili
tracciati dallo scalpello.
L'artista quando scolpisce pare seguire un itinerario scritto,
utilizzando le lettere di un alfabeto segreto, noto solo
a lui stesso, come se raccontasse l'epopea di un mondo mitologico
personale in uno stato di incertezza aurorale, molto simile
alla preveggenza.
Emanuele artista profeta? Leggendo i titoli delle sue opere
diremmo di no, infatti sono quasi minimalisti e banali:
Venere, Bora, La danza, Fiamma, Eva, Ghibli. Diversa invece
è la sensazione che proviamo osservando le sue opere,
visionabili anche sul sito www.emanuelerubini.com. Le sculture
di Rubini paiono prendere su di se le nostre inquietudini
fino a renderle strane ed estranee ai nostri occhi: perciò
l'ispirazione che traiamo da loro è silenzio e quiete,
come se fossero nostre muse. Le muse hanno sempre comunicato
agli uomini da un "al di là" sconosciuto,
ma l'"al di là" da cui queste ci parlano
è l'ombra dentro di noi.
Una minaccia? Un incontro con il destino? O forse tutto
quello che il futuro può rivelare è poca cosa
di fronte all'incertezza di un attimo che resta uguale e
che lo scultore pare voler rivelare. Quindi Venere come
Medea, Fiamma come Energia Primordiale, Bora come Soffio
Vitale, Danza come Rito Dionisiaco, Eva come Artemide, Ghibli
come Voce del Faraone. Emanuele come artista-profeta, della
città del sogno e del pensiero, ambedue "stati
secondi" in cui devi entrare staccandoti dal mondo
esterno per cercare di raggiungere quell'immortalità
della quale l'artista-profeta Rubini pare aver conquistato
il primo gradino. Gallery
fotografica...EMANUELE RUBINI

Il
Progetto Culture Factory della Fondazione Eni Enrico Mattei
bandisce per l'anno 2005 la prima edizione di
Culturexpress
Concorso letterario a sezione unica
dal titolo Alla scoperta dellEuropa con 5 sensi
+ 1
Possono
concorrere racconti in lingua italiana che hanno per tema
viaggi reali o immaginari che portano alla scoperta dellEuropa
attraverso vista, gusto, olfatto, tatto, udito e sesto senso.
La partecipazione al concorso letterario è gratuita
e aperta a tutte le persone di unetà compresa
fra i 18 e i 35 anni.
I
vincitori saranno premiati con la pubblicazione della loro
opera letteraria, da parte delle Culture Factory della Fondazione
Eni Enrico Mattei, in un volume dal titolo " Alla scoperta
dellEuropa con 5 sensi + 1" e sul sito web del
Progetto Culture Factory.
Il bando è consultabile anche alla pagina: www.feem.culturefactory.it/culturexpress
Per ulteriori informazioni:
Linda Isola
Fondazione Eni Enrico Mattei
P.zza della Vittoria 1
16121 Genova
tel. 010 5773497
culturexpress@culturefactory.it

30
aprile - 22 maggio
Palazzo Salmatoris, inaugurazione
mostra
LE MANI NELL'ANIMA
Il fare nell'arte
Mostra collettiva di pittura scultura
incisione
Mani e anima: lo strumento
e il campo d'indagine dell'artista.
di FRANCESCO DE CARIA
Si
è appena conclusa la mostra d'arte a Palazzo Salmatoris
di Cherasco, quando inviamo la presente nota: ma di alcuni
eventi merita parlare, al di là del fatto contingente.
Le mani nell'anima: questo il titolo della manifestazione,
che ha visto esposte al pubblico opere di Agosti, Barovero,
Busso, Cervietti, Cottino, Fanelli, Gallina, Marchisio,
Massari, Preverino, Reviglio, Tamagnone. Che è a
dire opere di alcuni fra i più significativi artisti
che operano in Piemonte nel nostro tempo.
Ci ha colpiti, come ha colpito Pino Mantovani che ha curato
fra l'altro il bel catalogo edito dalla Regione Piemonte,
il titolo suggerito...CONTINUA


VICTORIA
SURLIUGA
UNO SGUARDO SULLA REALTA'. La poesia di Gianpiero Neri.
Edizioni Joker, Novi Ligure, aprile 2005.
La
recensione
a cura di Francesco De Caria - Torino 1 giugno 2005
Significativo
il volume di 217 pagine sin dalla copertina: elegante nella
partizione geometrica, nel bianco e nero e nelle nuances
di grigio da contrapporre ai colori gridati da rotocalco
tanto di moda, propone come "logo" una proiezione
speculare della serie "materiali di studio", e
in parte del titolo "Uno sguardo sulla realtà",
già a significare - per chi lo sa interpretare -
la funzione della letteratura e dell'Arte in genere quali
proiezioni -deformate in qualche modo - della realtà
vissuta. E certamente non facciamo riferimento a naturalismi
o a realismi di vario genere: giacché la linea, come
la superficie dello specchio costituiscono il confine fra
il vissuto e la coscienza del vissuto e, ancora, fra la
coscienza e la possibilità di esprimerla con gli
strumenti con cui l'artista figurativo o del suono o della
parola ha a che fare, che in qualche modo deformano il dettato
originario.
Nato a Erba nel 1927 - quindi testimone...CONTINUA

Parlando
di...Arte scultorea: Emanuele RUBINI espone la sua opera
scultorea

Un
premio per l'Arca di Noè spaziale di Andrea COCO

Carla
Parsani Motti: un'artista, uno studio, un "esperimento"
di offerta culturale polivalente.
di
Francesco De Caria
Un
gruppo di artisti ha allestito da vari anni in Torino, in
via Duchessa Iolanda, uno studio specializzato, ha fondato
un'associazione dal nome suggestivo e significativo, Il
senso del segno, nei cui locali si incontrano artisti e
critici e pubblico comune in un dialogo fecondo. La profonda
stima nei confronti di una delle "anime" di questo
gruppo, un'amicizia pluridecennale, che è anche tale
da consentire di cogliere il sottosuolo, il retroterra dell'opera
d'arte, nella sua genesi non solo tecnica, ci inducono a
soffermarci sulla figura di Carla Parsani che impersona
in qualche modo la figura dell'artista quale è e
quale deve essere, al di là delle false immagini
che troppo sovente i mass media hanno elaborato e il pubblico
ha recepito. Infatti alla solida preparazione tecnica legata
all'Accademia di Belle Arti e alla frequentazione di sudi
di artisti - un iter lungo, faticoso, dispendioso, che impone
scelte e quindi anche rinunce - ha affiancato l'insegnamento,
occasione preziosa per "chiarirsi" idee e conoscenze
tecniche, nonché per conoscere da vicino la "gente"
che costituisce il pubblico cui l'artista si rivolge, la
sua cultura, che può essere anche mancanza di cultura,
presunzione di cultura. Sarebbe doveroso citare le altre
personalità artistiche del gruppo, non solo per correttezza,
ma per sincera stima, perché tutti danno un apporto
originale: ma sono molte decine, almeno una settantina di
iscritti, tutti legati all'esercizio dell'arte incisoria,
per cui, se non tacciamo i nomi della Viarengo Miniotti,
della Guasco, della Caprioglio, della Mogavero, della Caravella,
di Rocco, di Soffiantino ... e della Laterza, della Nalli,
di Ivo Stroppiana... è solo per dare un'idea ora
dell'apertura del gruppo a varie esperienze espressive della
quali chi è in qualche modo introdotto nel mondo
dell'Arte figurativa ha cognizione. Nulla impedisce comunque
di riprendere il discorso compiutamente, auspicabilmente
dopo incontri diretti con gli artisti.
Carla Parsani, legata alle ascendenze in Val di Lanzo, zona
sostanzialmente sconosciuta e interessante per molteplici
aspetti, ha affinato il senso del mistero - anche in senso
religioso - che lega l'Uomo alla Natura e...CONTINUA

Parlando
di
Arte dell'incisione
di
Francesco De Caria
Scommettiamo
quel che si vuole che, se si chiedesse a un significativo
campione di pubblico, anche di cultura discreta - persino,
in qualche caso, elevata - che cosa sia l'incisione, pochi
sarebbero in grado di rispondere con esattezza. Eppure,
non conoscendo la tecnica di un prodotto artistico e le
sue fasi di produzione, non si apprezza gran parte del prodotto
stesso. E' il risultato di un allargamento apparente della
cultura, che ha condotto ad una superficialità che
si accontenta del sentito dire.
E' allarmante questo fenomeno, quando accade che anche gli
addetti ai lavori si trovino disarmati di fronte a prodotti
di tecnologie antiche, tramandate nei secoli sino ad oggi
e poi disperse per vari fattori, economici, culturali, di
gusto... E' allarmante soprattutto quando si tratti di interventi
di restauro. Ma il discorso sarebbe lungo e molto più
articolato e lo si riprenderà all'occasione.
Anche i riflessi sul mercato sono di notevole portata: confusioni
con volgari stampe sono all'ordine del giorno. Ed è
qui che la conoscenza tecnica fornisce solidi parametri
di scelta.
Vari sono i tipi di tecnica incisoria: vi è ad esempio
quella con matrici di legno (silografia), per cui si incide
con apposite sgorbie una tavola di legno duro, lasciando
in rilievo le parti che si intende restino impresse sul
foglio, si inchiostra la tavola incisa con inchiostro "grasso",
si asportano gli eccessi e si preme con un torchio - ma
non sempre - la tavola su un foglio di carta spessa, precedentemente
inumidita ... Fu una tecnica anche "popolare":
le carte da gioco e "i santini" di un tempo si
ottenevano in questo modo. Gutenberg nel XVI secolo si basò
su questa tecnica: la sua vera invenzione furono i "caratteri
mobili" per cui ogni lettera era praticamente una silografia
e si potevano comporre all'infinito infinite parole. Con
questa tecnica a metà del Cinquecento si stampò
anche la Bibbia; sia i Riformati, sia i Cattolici fecero
largamente uso dell'arte incisoria nei secoli successivi
per immagini e immaginette, tavole descrittive, fogli di
canto e di preghiera, brani di Scritture ... Tuttavia notevoli
sono stati certi esiti anche in artisti del XX secolo, sui
quali ci proponiamo di soffermarci in qualche prossimo intervento.
La "durezza"stessa del segno ottenuto per lo più
con la silografia ha un grande portato di significati,...CONTINUA

Si
è spento Papa Wojtyla
Sempre
e comunque nei nostri cuori
da:http://www.adnkronos.com/Cronaca/2005/Settimana14da28-03a03-04/biografia_aggiornataN.html
"E'
stato definito il Papa viaggiatore: i suoi pellegrinaggi
lo hanno portato in terre lontane, dove mai un Pontefice
era arrivato. Ha compiuto 30 volte il giro del mondo, coprendo
una distanza pari a tre volte quella che separa la terra
dalla Luna. Quando venne eletto erano 108 i paesi che intrattenevano
relazioni diplomatiche con il Vaticano. A fine 2004 il numero
era salito a 175. Cifre significative che però diventano
meno importanti davanti al vero "miracolo" di
Giovanni Paolo II: quello di avere saputo parlare ai giovani,
di averli riportati a dialogare con una Chiesa spesso percepita
come lontana.
Ma
il pontificato di Wojtyla è stato ancora altro: è
stato difesa del diritto al lavoro e dei diritti umani,
fatta da un uomo che in gioventù era stato operaio
e che da sacerdote aveva attraversato due regimi totalitari".
Un
saluto particolarmente affettuoso dall'ASA - onlus e da
parlando.it ad un grande uomo.

Excusatio
non petita ...
Permesso?
C'è davvero da chiedere "permesso", e ci
vuole un tot di faccia per entrare nel mondo già
tanto ricco - tanto da essere labirintico - delle cose che
si pubblicano, sulla carta stampata, via etere, in internet...
sicché l'utente si perde più che orientarsi,
perde certezze, perde interesse a questa o a quella cosa,
dal momento che gli stimoli si accavallano e lo stordiscono.
Eppure, fra i tanti che si affacciano a questa ribalta,
abbiamo tentato anche noi ... E tentiamo prima con il "nuovo"
mezzo elettronico che sulla carta stampata. Bella trovata!
si dirà; la carta costa, la stampa e la confezione
non si dice di una rivista, ma anche di un foglio non è
cosa da poco; internet costa poco, ma tende a dissolversi
nella miriade di cose che si dicono e si pubblicano. Sarà,
ma tentiamo. La certezza di un esito non c'è mai,
non c'è più. Tuttavia tra il non far nulla
e il tentativo ci par meglio il secondo. Comunque ci si
espone e si esce dal nido rassicurante, tanto da essere
alla lunga soffocante e da tarpare l'individuo con l'alibi
pericoloso che offre.
Ci si propone qui di parlare di "forme alternative"
non tanto di espressione artistica - campo nel quale l'essere
alternativo ha finito con il costituire la consuetudine,
mentre l'alternativo autentico finisce di essere chi ha
una solida preparazione tecnica, una conoscenza dei materiali
profonda, una competenza nello svolgersi delle espressioni
artistiche in relazione con le committenze e con i fruitori
- quanto di presentazione al pubblico del prodotto artistico
nelle sue varie forme, dalla musica, all'arte figurativa,
alla letteratura, dal momento che il costo elevato e per
qualcuno insostenibile della presentazione "ufficiale"
in sedi deputate, gallerie, circoli culturali e via dicendo
finisce con lo stravolgere il panorama culturale di una
città, presentando solo ciò che "rende"
e ciò che attira pubblico. Accenneremo così
a qualche iniziativa privata, che potrebbe avere un antenato
nel salotto d'un tempo, all'incontro al caffè, in
luoghi in cui si faceva arte o letteratura o musica proprio
incontrandosi. E lo faremo perché troppe volte abbiamo
visto mortificate iniziative meritevoli invece di attenzione;
o perché penosamente l'opera di tanti scrittori,
artisti, musicisti è finita sulle bancarelle di qualche
mercatino, perché i loro appartamenti o i loro studi
sono stati disfatti senza alcuna sensibilità o attenzione,
proprio perché la loro opera era scivolata nel silenzio
e non per scarso valore ... Ci è pur capitato di
salvare opere - poi "girate" ai Musei - buttate
nel cassonetto in seguito ad un trasloco, ad uno sgombero,
morto l'artista ... Magari quanto qui si dirà offrirà
occasione di qualche riscoperta o scoperta che contribuisca
ad un rinnovamento dei soliti canoni, che il Munari già
a suo tempo prendeva abondantemente in giro ... E così
ci capiterà di parlare di letteratura "minore"
- ma in base a che, ai gusti del pubblico diventati pietra
di paragone assoluta per via dei riflessi di mercato? Di
musica, di artigianato, di cinema ...
A seurt quandi ch'a peul, esce quando può, era stampato
su un periodico di cultura piemontese che tanti talenti
ha pure scoperto. Allora si faceva riferimento non tanto
al denaro - c'erano esponenti illuminati della ricca borghesia,
inquieta e intelligente a finanziare - quanto alla disponibilità
dei collaboratori, tutti impegnati in altre attività,
non professionisti della carta stampata, che si erano ritagliati
il proprio cantuccio ... Nel nostro caso possiamo far riferimento
al tempo, alle occasioni, ai costi, anche se internet consente
tante cose.
Ma per ora, basta così. "Parlando", dialogando
con la realtà esterna, tante cose "vengono fuori".
E parlando la loro conoscenza può dilatarsi e, quando
ve ne sono, i problemi chissà, possono trovar qualche
soluzione.
Torino,
15 novembre 2004 Fra.DeCa.

Per
studi e gallerie
(Torino, 19 febbraio 2005) di
Francesco De Caria
Isidoro
Cottino
"Impressioni
e viaggi nella materia"
è il titolo della mostra che...continua

Bereshit:
al Teatro Arcobaleno va di scena la speranza
di Loris Liuzzi
Troppe
luci, troppe macchine. Nella metropoli milanese il teatro
San Babila non si nota facilmente. Quella sera sarebbe andato
in scena "Bereshit", uno spettacolo dedicato alla
questione israeliana - palestinese. Uno spettacolo creato
e organizzato dal "Teatron Keshet Bamarom", il
"Teatro dell'Arcobaleno", che rappresenta per
molti un vecchio sogno nel cassetto finalmente avverato.
E' nato nel settembre 2002 per iniziativa di Edna Angelica
Calò Livné che ha raccolto, in giro per il
Mondo, ragazzi religiosi del moshavim, ragazzi arabi cristiani
e mussulmani dei villaggi circostanti, ragazzi di Kibbutz,
di città e da tutti i dintorni. Tutto per divulgare
un messaggio di Pace nel periodo più difficile della
storia di Israele e della Palestina. Lo spettacolo, quasi
tutto mimato, vuole esprimere la tragicità...continua
Mauthausen